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LA NOTA. Cdx dopo la giunta: dalle ferite alle prove di ricompattamento

LA NOTA. Cdx dopo la giunta: dalle ferite alle prove di ricompattamento

Tonino Gentile   rictrip

- La nuova giunta di Mario Oliverio pare in grado di segnare una svolta anche nello schieramento di centrodestra. Il primo effetto che i nomi hanno avuto è stato quello di provocare una reazione immediata e assai critica del coordinatore regionale del Nuovo centrodestra Tonino Gentile. Critiche dure a metodo e merito delle scelte del governatore e anche una specie di “maledizione”, considerato che per il senatore il nuovo esecutivo non avrà vita lunga.

Insomma una rottura bella e buona di rapporti che non erano certo di alleanza, ma che erano stati di proficua collaborazione. Nessuno ha scordato, ad esempio, le dinamiche che hanno portato Pino Gentile a rivestire la carica di vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale. Se davvero di rottura definitiva si tratta potrebbe costituire il primo passo per pensare ad una ricostruzione dell’area moderata con un nuovo dialogo tra Ncd e Fi, così come è avvenuto alle ultime elezioni amministrative della fine di maggio che hanno consegnato alla destra i centri di Vibo, Lamezia Terme e Gioia Tauro.

E del resto la coalizione tutta sembra avere necessità di un serio ripensamento. Proprio in concomitanza della formazione del nuovo esecutivo, infatti, Fi e Casa delle Libertà hanno sfiorato lo psicodramma sulla vicenda relativa alla proposizione del referendum sulla legge di riforma dello Statuto regionale. Dopo aver raccolto le firme necessarie (in realtà tutte quelle dei consiglieri regionali dei due partiti), Morrone (Fi) e Graziano (Cdl) hanno deciso di sfilarsi, lasciando aperte ferite e polemiche in entrambe le forze politiche.

Tra i più duri Tallini e Orsomarso che hanno chiesto alla coordinatrice regionale Jole Santelli di aprire una verifica sul punto. Per loro la proposizione del referendum che non avrebbe consentito ad Oliverio di formare la giunta, o quantomeno di non poterla formare di soli esterni, avrebbe potuto rappresentare la spallata definitiva all’attuale governo regionale. Le divisioni (consociative?) avrebbero invece favorito Oliverio che è riuscito a venir fuori da una situazione diventata assai complicata.

In questo quadro si inseriscono i movimenti sotterranei dei gruppi ex An. Quello legato a Wanda Ferro che ha in Tallini il suo alfiere e che attende di capire gli sviluppi nazionali delle intese tra Fi e Salvini prima di uscire allo scoperto. A Reggio è sempre attivo il Comitato di ricostruzione del centrodestra che si muove dietro la regia di Scopelliti. Da ultimo anche il senatore del Gal Antonio Caridi, da Reggio, ha manifestato la volontà di creare una forza politica in grado di far tornare l’area moderata forza di governo. Tutti movimenti che, paradossalmente, potrebbero avere un’accelerazione proprio in virtù della formazione del nuovo esecutivo Oliverio che ha lasciato sul campo tutti i nodi irrisolti di uno schieramento che ancora non è riuscito a venir fuori dalla crisi innescato ormai un anno e mezzo fa dalle dimissioni di Scopelliti.