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GIUNTA OLIVERIO. Crescono gli scontenti. Discontinuità anche nel Pd?

GIUNTA OLIVERIO. Crescono gli scontenti. Discontinuità anche nel Pd?

carlo-guccione    di RICCARDO TRIPEPI

- Tutto pronto per l’Oliverio bis. Il governatore ha varato, dopo lungo travaglio, la sua nuova squadra di governo cercando di contemperare le richieste romane e gli equilibri del partito calabrese. Il mix che ne è venuto fuori è inedito per le nostre latitudini sia per il numero delle donne, che per quello dei professori universitari coinvolti. Se saranno all’altezza della situazione lo si vedrà nei prossimi mesi. Per il momento le scelte di Oliverio hanno innescato un meccanismo interno al partito che sarà difficile da gestire.

Innanzitutto Mario Oliverio dovrà far conto il sempre più nutrito gruppo degli scontenti. Tra questi spicca sicuramente l’ormai ex assessore al Lavoro Carlo Guccione che proprio non ha digerito di doversi fare da parte. Anche e soprattutto perché Guccione sente di aver operato bene nei primi mesi di gestione e di aver visto vanificato il proprio lavoro. Insieme a lui ci sono molti dei consiglieri regionali in carica, in precedenza aspiranti assessori, che hanno visto svanire le proprie aspirazioni con la decisione di Oliverio di rivolgersi soltanto ad esterni.

Poi ci sono le questione di equilibri territoriali e di correnti. Reggio Calabria, ad esempio, si sente fortemente penalizzata. Nel nuovo esecutivo ci sono soltanto due assessori di riferimento, ma uno Francesco Russo è catanese di origine e solo in astratto può essere riferito alla città dello Stretto, mentre Federica Roccisano è di Caulonia.

E proprio sulla giovane ricercatrice si sta focalizzando l’attenzione di molti anche in virtù degli stretti rapporti avuti con De Gaetano nel recente passato. I renziani reggini, dunque, non stanno sicuramente brindando e aspettano le decisioni di Oliverio sulle rimanenti questioni aperte prima di uscire allo scoperto. A partire dalla presidenza del Consiglio regionale. La città dello Stretto rivendica la carica (precedentemente data a Catanzaro con Scalzo), nonostante una scelta simile porrebbe la questione di avere un reggino alla presidenza e un altro reggino (Francesco D’Agostino) alla vicepresidenza. Non si escludono dunque aggiustamenti più complessivi anche all’interno dell’Ufficio che sta guidando palazzo Campanella.

I renziani, inoltre, sembrano intenzionati ad andare avanti chiedendo al governatore di non fermarsi e di chiedere che l’azzeramento avviato coinvolga anche le altre cariche attuali, dai vertici delle Commissioni alla carica di capogruppo arrivando alle segreterie provinciali.

Una serie di questioni che stanno turbando non poco Oliverio, ma anche il segretario regionale Ernesto Magorno che per il prossimo 20 luglio ha convocato assemblea e direzione regionali del partito alle quali dovrebbe prendere parte anche il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. Un momento che dovrebbe servire a rilanciare l’azione del partito e del governo. Ovvio che un clima di tensione interna potrebbe accelerare le richieste romane di arrivare ad una segreteria rinnovata che affianchi Magorno per tentare di evitare conseguenze peggiori.