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REGIONE. Ufficio di presidenza e presidente del Consiglio: tutti contro tutti

REGIONE. Ufficio di presidenza e presidente del Consiglio: tutti contro tutti

consiglio regionale    di RICCARDO TRIPEPI

- Proseguono i movimenti in entrambi gli schieramenti politici in vista del prossimo Consiglio regionale che dovrebbe svolgersi a fine mese. Così ha stabilito l’ultima Conferenza dei capigruppo che, in qualche modo, ha voluto prendere tempo prima di procedere ad inserire all’ordine del giorno dell’assemblea le dimissioni del presidente Antonio Scalzo e l’elezione del suo successore. L’organismo, infatti, ha preferito attendere il periodo di vacatio legis necessario a rendere efficace la riforma dello Statuto e dunque pienamente operativa la nuova giunta varata da Mario Oliverio.

Ha fatto discutere, a tal proposito, la dichiarazione del capogruppo di Fi Alessandro Nicolò che dopo aver ringraziato l’attuale presidente, ha chiesto che le sue dimissioni non vengano semplicemente ratificate dal Consiglio, ma che l’assemblea possa svolgere un dibattito sul punto. Per qualcuno un assist a Scalzo, per altri il tentativo di mettere in difficoltà il centrosinistra che non ha ancora trovato la quadra sul nome del successore.

La realtà è che neanche il centrodestra è unanime sul punto e gli oltranzisti (Orsomarso e Tallini) vorrebbero le dimissioni dell’intero Ufficio di presidenza, per dare davvero un segnale concreto di discontinuità. Divisioni che anche ieri si sono manifestate in occasione della prima conferenza nazionale degli amministratori locali di Forza Italia che avuto luogo nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio. Incontro al quale ha preso parte Nicolò, ma non gli altri membri forzisti.

Insomma, se gli schieramenti non riusciranno a compattarsi nella prossima settimana, l’apertura in Consiglio del dibattito sulle dimissioni di Scalzo potrebbe trasformarsi in un thriller dal finale a sorpresa. Il presidente, per il momento, ha confermato in pieno la linea delle dimissioni. Però, in caso di un alleggerimento della sua posizione nell’ambito dell’attuale attività di indagine e di un sostegno da parte dell’opposizione, non è escluso che possano determinare un mutamento della situazione. Specie se il Pd non troverà un accordo condiviso sul nome del sostituto. Il derby Reggio-Catanzaro è in pieno svolgimento. Al momento è il capoluogo a prevalere con il nome di Arturo Bova in pole positione e subito dietro quello di Flora Sculco, crotonese ma eletta nel collegio centro.

Per aprire un spiraglio per Reggio si dovrebbe mettere mano all’intero Ufficio di presidenza (Francesco D’agostino attuale vicepresidente è un reggino) e probabilmente si dovrebbe procedere alla sostituzione del capogruppo (Sebi Romeo) anche lui reggino. Un’operazione che non dispiacerebbe ai renziani dello Stretto, ma che presenta non poche complicazioni.

Nel mezzo l’appuntamento dell’assemblea regionale di lunedì prossimo alla quale prenderà parte il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini il quale, anche stavolta, potrebbe essere chiamato ad imporre le condizioni agli astanti.