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LA NOTA. Presidenza: Nicolò (Fi) fa la sponda alla Sculco (CiR) che avverte Oliverio

LA NOTA. Presidenza: Nicolò (Fi) fa la sponda alla Sculco (CiR) che avverte Oliverio

flora sculco    RICCARDO TRIPEPI

- Continua a complicarsi il percorso che dovrebbe portare all’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale. L’assemblea regionale è stata convocata per martedì prossimo, ma il Pd continua a brancolare nel buio. Non solo. Opposizione di centrodestra, scontenti democrat e formazioni minori del centrosinistra stanno affilando le armi per trasformare in rissa la prossima seduta della massima assemblea regionale calabrese.

Ad accendere la miccia nella giornata di ieri ci ha pensato Flora Sculco, esponente della lista “Calabria in Rete” che critica aspramente l’atteggiamento eccessivamente centralista tenuto da Oliverio e dal Pd chiedendo una maggiore concertazione all’interno del centrosinistra.

«Dinanzi a cento e forse mille e più questioni urgenti e drammatiche da affrontare, non possiamo consentirci - afferma la Sculco - di andare avanti con fibrillazioni interne ad un solo partito che ritardano ogni soluzione e minano il funzionamento della Regione. Il presidente Oliverio, che è il principale riferimento istituzionale, può e deve proseguire nell’azione di governo alla luce del programma illustrato e deve farlo con la maggioranza e con tutti i suoi alleati. Oppure, può andare avanti lasciando che sia Roma a condizionare scelte ed organigrammi, riducendo così il Consiglio regionale in un luogo in cui si ratificano decisioni assunte altrove».

L’attacco della Sculco non si ferma qui. «I ritardi provocati dalle contrapposizioni interne al Pd calabrese – prosegue - appannano l’azione del presidente della Regione, mettono a rischio il buon andamento della X Legislatura ed il quadro politico indicato col voto popolare del 23 novembre. Se anche per la rielezione del presidente del Consiglio, prevalesse l’autoreferenzialità di un solo partito, non si rispetterebbe il diritto dei soggetti politici che hanno contribuito alla vittoria del 23 novembre, a svolgere la loro parte per concretizzare il progetto di rinnovamento».

Un ultimatum vero e proprio sembrerebbe quello della Sculco che qualcuno, durante le settimane precedenti, aveva anche ipotizzato come possibile nuovo presidente dell’Assemblea.

A preoccupare Oliverio e Magorno c’è poi l’immediata sponda che alla Sculco ha offerto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Alessandro Nicolò. Proprio quel Nicolò che già in precedenza aveva chiesto che il Consiglio del 28 luglio non si limiti a ratificare le dimissioni di Scalzo, ma proceda ad aprire un dibattito sul punto. Ieri dopo le dichiarazioni della consigliera, ci ha messo il carico da novanta. «La dichiarazione della Sculco è quanto noi sosteniamo da tempo – dice Nicolò - Il Consiglio regionale è prigioniero del Pd di Renzi che anche in Calabria, come in altre regioni e città italiane, tiene in ostaggio i consiglieri che tratta come sudditi. Le logiche del Pd non solo non consentono azioni di governo libere, ma adesso neanche le scelte che riguardano il presidente del Consiglio, rendendo Oliverio vittima dei diktat da Roma».

In questo quadro vanno inseriti poi tutti i malumori dei soggetti che si sono visti messi da parte sull’altare del rinnovamento imposto da Roma dopo l’esplosione di “Rimborsopoli”. I vari Guccione, Ciconte e lo stesso Scalzo non sono certo soddisfatti e probabilmente non si faranno scrupolo di complicare la vita al centrosinistra. Ed allora a Magorno ed Oliverio non rimane che far presto nell’indicazione della soluzione per la presidenza, sulla quale sarà inevitabilmente necessario il visto di Guerini e Lotti che hanno avuto numerosi confronti sul tema con i big calabresi. Questo sabato a Lamezia è prevista una riunione per le emergenze della Calabria alla quale prenderanno parte consiglieri e deputati democrat. L’occasione parrebbe buona anche per un confronto sulla presidenza del Consiglio regionale che rimane sospesa fra Catanzaro e Reggio, con i renziani dello Stretto che stavolta faranno di tutto per portare a casa il risultato.