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LA NOTA. Pd, giunta e Consiglio ok. Ora recuperare il tempo perduto

LA NOTA. Pd, giunta e Consiglio ok. Ora recuperare il tempo perduto

oliverio-magorno     di RICCARDO TRIPEPI

- Adesso che il Pd ha evitato di affondare tra gli impetuosi flutti sollevati dallo tsunami di “Rimborsopoli”, è necessario rimettere sulla rotta giusta la nave e recuperare il tempo perduto.

Il compito è assai arduo perché si è perso un anno di legislatura, e il governo era fermo dall’anno precedente per le dimissioni di Scopelliti, e soprattutto perché i problemi e le emergenze della Calabria sono più gravi di prima e tutti di primaria importanza.

Oliverio e Magorno, con la regia dei big nazionali Lotti e Guerini e le sponde calabresi di Marco Minniti e Demetrio Battaglia, sono riusciti a segnare uno stacco con il passato e a guadagnarsi un nuovo incipit.

Il voto favorevole sul nuovo presidente del Consiglio Nicola Irto, ampio e sufficiente ad arrivare al risultato finale già al primo scrutinio, è un buon viatico per il futuro. Anche le dichiarazioni in aula dei dissidenti Guccione, Greco, Sculco e le decisioni di adeguarsi alla linea di Nucera e Scalzo fanno capire che le diplomazie hanno lavorato bene per mettere Oliverio nelle condizioni di poter dare slancio al suo governo. Puntando, ovviamente, sulla giunta di tecnici che si è scelto e che, stando alle sue parole, dovrebbe garantire un salto di qualità all’amministrazione regionale e, al contempo, un recupero di credibilità in una fase in cui l’antipolitica è montante.

I big renziani calabresi hanno poi servito al governatore anche un rinnovato patto con il Nuovo centrodestra. Anche in questo caso Marco Minniti ha avuto una parte importante nel riannodare i fili del dialogo con il senatore Tonino Gentile che nelle scorse settimane aveva alzato, e di molto, il livello dello scontro con il governatore criticando tutto il criticabile: dalle scelte operate sulla giunta, passando per le dimissioni di Scalzo e finendo con la gestione del personale della Regione.

Alla fine, invece, il patto è stato nuovamente sottoscritto. Del resto al Pd calabrese qualche voto in più in Consiglio fa più che bene, specie se dovessero materializzarsi nuovamente dissidenti e franchi tiratori, e al Senato il governo Renzi è sempre traballante e l’apporto degli alfaniani sempre prezioso. Dal canto suo Ncd ha ottenuto una nuova marginalizzazione delle opposizioni in Consiglio regionale, blindato la vicepresidenza di Pino Gentile e magari ipotecato, o quasi, un posto da sottosegretario per il fratello Tonino nel caso in cui Renzi dovesse davvero dare vita ad un rimpasto del suo governo.

Ultimata, non senza affanni, questa fase di rinnovamento e ripartenza, con la speranza che i soggetti coinvolti nell’inchiesta di Rimborsopoli riescano ad alleggerire le proprie posizioni, i democrat calabresi dovranno mettere mano al partito.

Guerini e Lotti lo avevano chiesto fin dall’inizio: discontinuità sia per il governo, che per la gestione del partito. Anche Magorno, insomma, dovrà darsi da fare per completare la propria segreteria, svolgere i congressi provinciali a Vibo, Reggio e Catanzaro e tentare di recuperare le aree più ribelli. Un compito non semplice e che, evidentemente, ha suggerito di rinviare di qualche tempo l’assemblea che avrebbe dovuto svolgersi domani. Del resto con l’elezione del presidente del Consiglio avvenuta senza intoppi e la giunta appena insediata, per avviare un ragionamento complessivo sul partito qualche settimana pare essere più che necessaria.