Direttore: Aldo Varano    

Ok al Piano portuale. Ora accorpare Gioia e i porti calabresi senza contraddizioni

Ok al Piano portuale. Ora accorpare Gioia e i porti calabresi senza contraddizioni
Porto-di-Gioia       di ENZA BRUNO BOSSIO*
- Esprimo pieno apprezzamento all’impostazione che il Ministro (Delrio, ndr) ha inteso dare al Piano nazionale della portualità e della logistica. 
 
Assai condivisibile è l’obiettivo di superare il limite della frammentarietà. Non più attardarsi in una competizione interna tra i porti italiani ma fare rete per rendere competitivo l’intero sistema della portualità italiana nei mercati europeo ed internazionale. 
 
Il modello di governance, l’introduzione di elevati fattori di innovazione, il carattere della intermodalità e la integrazione con le aree circostanti le infrastrutture portuali sono i punti di forza del Piano. 

In relazione al progetto di riforma delle autorità portuali ogni scelta di accorpamento dovrà essere coerente con questa impostazione. L’accorpamento potrà essere un punto di forza e non una criticità se funzionale all’obiettivo di elevare la capacità di competitività del sistema e se valorizza e non sacrifica le potenzialità delle diverse portualità.

 Bene ha fatto il Ministro a non anteporre alcuna ipotesi di accorpamento. E’ assai condivisibile il metodo scelto: consultare preventivamente le espressioni territoriali.  

In questo ambito, in Calabria, si tratta di valorizzare il processo di integrazione già in atto e che fa, già oggi, di Gioia Tauro il polo di un sistema portuale.

 Sotto l’egida della stessa autorità portuale di Gioia Tauro sono state già condotte le gestioni dei porti di Crotone, Corigliano Calabro, Palmi e Villa San Giovanni. Diviene conseguente ora accorpare anche Reggio Calabria e Vibo Valentia.  

In questo senso l'Autorità portuale di Gioia Tauro rappresenta già il primo multiscalo d'Italia a differenza delle altre AP, tutte monoscalo.

 Non sarebbe coerente, invece, con la linea strategica espressa dallo stesso Piano nazionale un accorpamento che alcune indiscrezioni vorrebbero si facesse tra Gioia Tauro e Messina. 

Questa scelta potrebbe determinare complicazioni di vario tipo che costituirebbero un freno allo sviluppo ed al potenziamento.

 Peserebbe negativamente la diversità costituzionale delle due regioni interessate: una, la Sicilia, a Statuto speciale, l’altra, la Calabria, a Statuto ordinario.  

È ancor di più in questa fase in cui i Por della nuova programmazione 2014/2020 sono finalizzati ai potenziamenti regionali, anche nella direzione della creazione dei Sistemi logistici integrati regionali.

 Persistono invece le condizioni affinché rapidamente ora il governo nazionale, d’intesa con la Regione Calabria, possa definire un intervento organico e strategico che preveda l’avvio della procedura di riconoscimento della Zona Economica Speciale e la valorizzazione del sistema portuale di Gioia Tauro anche al fine di promuovere la localizzazione di significativi insediamenti industriali e lo sviluppo di una importante attività di logistica. 

*deputata della calabria. Dall'intervento svolto nella commissione trasporti della camera