Direttore: Aldo Varano    

SVIMEZ, facce di bronzo e nemici del Sud

SVIMEZ, facce di bronzo e nemici del Sud
 

dslzn   di ALDO VARANO

- UNO. I dati Svimez sullo sfacelo del Mezzogiorno sono una sorpresa solo per le (folte) schiere degli ipocriti e delle facce di bronzo che affollano il mondo politico italiano e meridionale e in queste ore fanno a gara a dare la colpa agli altri. Sapevano e sanno tutti come stanno le cose. Fin nei dettagli. Il Mezzogiorno è stato mollato. Da anni, come dimostrano (da ultimi) i dati Svimez e la loro scansione. Non da Renzi (ultimo arrivato rispetto al tracollo), che comunque non pare avere una strategia per riacciuffarlo. Lo hanno mollato tutti i centri che hanno potere vero nel paese. Dai grandi giornali che lo utilizzano ormai solo per i titoli sparati che servono il più delle volte a nascondere i saccheggi giganteschi dei loro padroni (a Nord), ai partiti che il Mezzogiorno lo usano solo per praticare, alimentando potenti gruppi parassitari del Sud, l’acquisto, “la compera” dei voti necessari a raggiungere le maggioranze. Non lo dice nessuno, ma da un quarto di secolo in Italia si pratica una gigantesca operazione di voto di scambio (coi quattrini pubblici) che fa impallidire gli allarmi sul voto di scambio mafioso. Il potere italiano, in quasi tutte le sue articolazioni, ha radicato la convinzione che da Roma in giù non ci sia più niente da fare. Si chiama Teorema Mezzogiorno ed è egemone nel paese. 

DUE. L’Italia che conta, i suoi partiti e le sue organizzazioni sociali, i sindacati e il meglio della cultura italiana da un quarto di secolo sono subalterni alle culture e alle spinte nordiste che hanno imposto l’abbandono del Mezzogiorno chiedendo e ottenendo una diversa ripartizione delle risorse nazionali che avvantaggiasse il Nord penalizzando il Sud. La conseguenza è che non (solo) il Sud ma l’intero paese è ora fermo, paralizzato, incapace di tornare a crescere. Solo sciocchi e ignoranti possono pensare che un territorio la cui metà va male può crescere e migliorare.

TRE. La tragedia su cui oggi Svimez offre prove (già esistenti da anni) ha avuto forza crescente da quando le culture nordiste si sono date uno strumento organizzato con la Lega Nord. E lo tsunami è diventato impetuoso da quando il centro destra dell’ex cavaliere Berlusconi pur di prendere il potere ha cavalcato la Lega concedendole via via tutto quel che chiedeva in cambio del mano libera per se e i gruppi attorno a a lui organizzati. 

Gli ascari, poi, non mancano mai. Il Mezzogiorno ha fornito valanghe di voti, il più delle vote determinanti, per consentire al centro destra dominato dalle pulsioni leghiste di governare il paese. Ed ha fornito personale politico, notabili, vecchi rottami di precedenti fallimenti: nani, comici invecchiati e ballerine. Il Nord coi voti (e gli uomini) del Sud ha governato contro il Sud. Questo è accaduto. Antichi arnesi della politica hanno trovano un modo insperato per tornare o ritornare al potere, per riprendersi spazi, avere altre occasioni, farsi un altro giro di giostra. In cambio sono stati servizievoli, ubbidienti e nel Sud hanno fatto il lavoro sporco contro il Sud (arricchendosi o vivendo al di sopra delle loro modeste capacità).

QUATTRO. Ma non è vero che il Centro sinistra o che la sinistra estrema e sindacale, abbiano opposto una lucida strategia contro questa deriva. Le culture nordiste hanno contagiato il Csx che le ha praticate sia pure con meno violenza e irresponsabilità del Cdx. Il vento del Nord, che aveva fondato la repubblica spostando in avanti le speranze di milioni di meridionali quando ha ripreso vigore la seconda volta lo ha fatto in nome di interessi diversi e contrari da quelli nazionali e del Mezzogiorno.  
 
CINQUE. E’ bene averlo chiaro il quadro mentre la Lega di Salvini sta organizzando, sotto lo sguardo paterno del Cavaliere e di quel che resta del Cdx, un altro giro per recuperare risorse a danno del Sud e mentre un bel po’ di politici sconfitti guardano a quest’ipotesi con gli occhi pieni di speranza per tornare a galla.
 
SEI. Tanto del Sud chi se ne fotte?