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LA NOTA. PD, Canale da Fb riapre la questione del partito in Calabria

LA NOTA. PD, Canale da Fb riapre la questione del partito in Calabria
massimo canale 

       di RICCARDO TRIPEPI

- Certo facebook non è un organo di stampa, né tantomeno una velina del Pd. Le dichiarazioni che ieri Massimo Canale ha vergato sulla sua bacheca, però, descrivono con lucidità il momento che i democrat calabresi stanno vivendo e, probabilmente, sono uno dei segnali univoci che portano verso una sola direzione: dopo giunta e Consiglio, adesso bisogna mettere mano al partito.

   

Del resto, proprio dopo l’esplodere dell’inchiesta denominata “Rimborsopoli”, da Roma, oltre all’azzeramento dell’esecutivo e della presidenza del Consiglio, era rimbalzata l’idea di procedere ad un commissariamento, magari soft, del Pd calabrese. Sulla scorta di quanto avvenuto a Roma dopo “Mafia Capitale”.

   

La priorità è andata alla Regione, ovviamente, e il Pd nella gestione della fase per nulla semplice ha dato una certa prova di maturità. I tecnici sono nell’esecutivo, i renziani hanno avuto Irto e, pur con qualche rinvio di assemblea di troppo, il segretario regionale Ernesto Magorno è riuscito a rimanere al timone. Superata la burrasca, però, c’à adesso da mettersi al lavorare sul serio. Ci sono i congressi provinciali di Reggio, Vibo e Catanzaro da preparare. C’è da riaprire il tesseramento e, soprattutto, da sostenere un governo regionale che non ha davanti a sé un compito semplice.

   

Massimo Canale, che segretario regionale non lo è stato per una manciata di voti, ha ben presente la situazione e affida il suo pensiero al social network più diffuso.

   

«Ritengo riduttivo immaginare che la nomina della nuova giunta regionale e l'elezione del Presidente del Consiglio possano fare dimenticare ai calabresi la pessima prova che abbiamo dato (tutti, partito e giunta) fino a oggi, il segno necessario e sufficiente di una nuova partenza dopo quella che abbiamo clamorosamente sbagliato nove mesi fa.
In questo senso, trovo eccessivi gli entusiasmi di coloro che non avevano proprio digerito le prime scelte di Oliverio e semplicemente sgradevoli i commenti enfatici di quelli che invece le avevano condivise e magari avevano anche strappato un contrattino...».

 

A Canale, tuttavia, non sfugge l’importanza per il centrosinistra di aver guadagnato una nuova partenza. 
«Colgo invece il dato di una normalizzazione del rapporto tra il partito e Mario Oliverio: fino a ieri il Pd regionale rincorreva affannosamente il Presidente, la linea politica (di facciata) ricordava un po' quella di un cortigiano ossequioso che sopporta e nella disgrazia spera di ottenere un contentino. Oggi, al contrario, è più che altro Oliverio ad avere un bisogno disperato del Pd e della sua copertura nazionale, dopo il flop della prima giunta».


   

Ed allora la rotta futura. «Al contempo questa nuova fase impone di ridisegnare la linea politica del partito: recuperare autorevolezza, essere presenti sui temi, interloquire e confrontarsi con la giunta e non semplicemente prendere atto delle sue scelte. Da Gioia Tauro, alla sanità, ai fondi comunitari, alle infrastrutture sarebbe utile che per una volta anche il partito potesse (e volesse) dire la sua.
 Per questo occorre ritornare a occuparsi dell'organizzazione del Pd».

   

Uno squillo di tromba importante in vista dell’assemblea regionale che potrebbe svolgersi nei primi giorni di agosto.