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LA NOTA. Gentile: da Oliverio e Irto attendiamo gesti clamorosi

LA NOTA. Gentile: da Oliverio e Irto attendiamo gesti clamorosi
tonino gentile    rictrip
- Continuano a corteggiarsi Ncd e Pd, a tutti i livelli. Dopo il voto bipartisan sul nuovo presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, è il coordinatore regionale degli alfaniani a intervenire nel dibattito, proseguendo a tessere la sua tela. Quella stessa tela che ha portato il fratello Pino a occupare la poltrona di vicepresidente di minoranza a palazzo Campanella e che, in caso di futuro rimpasto del governo nazionale, potrebbe servire al senatore per coronare la sua rincorsa al titolo di sottosegretario sfuggitogli poco più di un anno fa.
 
"Noi siamo una forza di tradizione moderata e fortemente alternativa alla sinistra - è l'incipit della nota che ieri ha diffuso Gentile - ovviamente il Pd re zaino ha una morfologia completamente distante dal massimalismo post comunista. In Calabria poi - continua la nota - siamo fortemente disponibili a lavorare insieme alla maggioranza e alla stessa minoranza per contribuire al tentativo assai difficile, ma non impossibile, di imprimere una svolta radicale alla Regione. Chiediamo ad Oliverio  e ad Irto - afferma Gentile - di iniziare a fare ciò che la giunta e il Consiglio non hanno mai fatto: abbandonare la logica degli amici per restituire legittimitá alle Isitituzioni.
 
Ci aspettiamo decisioni clamorose dai due enti, ma necessarie sui rilievi Mef, così come attendiamo fatti concreti sulla personalitá dei nuovi dirigenti esterni che si sceglieranno. Questa legislatura è in bilico - conclude Gentile - è solo scelte forti possono evitare che i cittadini perdano completamente la fiducia nella politica".
 
L'assist ad Oliverio è esplicito e i consiglieri regionali del Nuovo centrodestra faranno sicuramente comodo ad un centrosinistra che fino ad oggi ha arrancato è che potrebbe doversi difendere da frange di dissenso in Consiglio regionale. In un sol colpo, insomma, Gentile raggiunge due obiettivi: blinda l'accordo con il Pd e marginalizza il resto delle opposizioni in Consiglio regionale. Con un occhi ben attento alle vicende romane e al voto che presto il Parlamento dovrá dare in merito all'autorizzazione all'arresto per il senatore Bilardi.