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LA NOTA. Irto sbatte sul sito i redditi di tutti i consiglieri regionali. Era ora!

LA NOTA. Irto sbatte sul sito i redditi di tutti i consiglieri regionali. Era ora!

redditi    di RICCARDO TRIPEPI

- Adesso che è stato fatta, sembra un’azione scontata e priva di grande importanza. Eppure fino ad oggi la sezione del sito del Consiglio regionale della Calabria dedicata alla trasparenza era assai scarna di contenuti e, soprattutto, priva della parte relativa al reddito dei consiglieri regionali. Di coloro che fanno parte della “casta” e che si lamentano ogni giorno del montante movimento dell’antipolitica, salvo poi rinchiudersi nel loro castello. Zero trasparenza amministrativa, ridotti contatti con il pubblico, gestione dei finanziamenti dei gruppi che è stata più vicina al peculato che alle spese di funzionamento della democrazia, così come si ama definirle tra gli addetti ai lavori, specie quelli più interessati.

Ed allora in un contesto in cui nulla è scontata, va messa in assoluta evidenza l’iniziativa targata Nicola Irto che ha voluto dare un’impronta precisa all’avvio della sua gestione di palazzo Campanella. Apprezzabile è stato nel suo discorso di insediamento il riferimento agli ultimi, agli immigrati e ai disoccupati, così come sembra importante l’impulso alla trasparenza (#openconsiglio, come si dice nel gergo social) dato con la messa in rete dei redditi dei consiglieri regionali.

«Un segnale di apertura dell’Ente alla società, all'opinione pubblica, ai calabresi tutti. Per il rilancio della Calabria – ha detto Irto spiegando l’iniziativa - non si può immaginare che il Consiglio resti istituzione isolata rispetto al territorio. Oggi è necessario che i cittadini si vedano coinvolti nell'azione politica, intesa come servizio reso alla collettività, a partire da un'informazione chiara e trasparente, quale segnale di una democrazia realmente partecipata».

Ovviamente si tratta di due piccoli segnali cui dovrà seguire lo sforzo vero di provare a rimettere in “normalità” le cose, ma l’incipit è buono. Nonostante il tentativo dei gossippari di provincia che, come al solito, guardano il dito e non la luna. E, così, un istante dopo la pubblicazione dei redditi on line è partita la caccia al più ricco (che sarebbe Giuseppe Mangialavori eletto nelle liste della Casa delle libertà) e al più povero (che sarebbe il capogruppo del Pd Sebi Romeo che ha certificato di non aver percepito un euro nello scorso anno).

Nel mezzo la gran parte dei consiglieri regionali che, come arcinoto, non se la passano certo male e continueranno a non soffrire i morsi della fame. Spiccano in termini di trasparenza, poi, le posizioni del governatore Oliverio che ha allegato alla sua situazione patrimoniale anche quella della moglie, con cui divide al 50% la proprietà di alcuni immobili. Ancora meglio ha fatto Carlo Guccione che sul sito ha inserito anche la proprietà di un fabbricato a Rende che condivide con le figlie.

La stessa trasparenza adesso va invocata per il resto del funzionamento della macchina amministrativa e soprattutto per la rendicontazione delle spese dei gruppi e dei consiglieri. Il cittadino ha assolutamente diritto di capire come vengono spesi i denari pubblici. E, forse, sarebbe il caso che a spiegarlo fossero i politici in prima battuta e non la magistratura al seguito delle inchieste giudiziari che tanto hanno fatto ballare palazzo Campanella durante gli ultimi anni.