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L’INTERVENTO. Sud, ma ora Renzi faccia proposte concrete

L’INTERVENTO. Sud, ma ora Renzi faccia proposte concrete

 rnzlv  di FILIPPO VELTRI -

Come era normale attendersi e’ arrivato il diluvio di commenti e polemiche sui dati Svimez sul Mezzogiorno, ovviamente del tutto in linea con la situazione che una settimana prima l’autorevolissimo Fondo Monetario Internazionale aveva dipinto, relegando tutte le regioni del Sud in fondo alla classifica sui dati dell’occupazione persa (la Calabria in testa con un meno 15,7%).

Alla fine si e’ mosso anche il Pd e il suo segretario-presidente, che ha convocato una riunione della Direzione nazionale del suo partito per il 7 agosto, preannunciando sfracelli e rivoluzioni per cercare di invertire la tendenza negativa. Un dato appare certo: il Mezzogiorno d’Italia e il suo futuro sono in questo momento nelle mani del Pd. Sono in buone mani? Lo vedremo a partire dalle prossime ore, perché e’ del tutto evidente che non potrà risolversi con le solite sparate propagandistiche o promesse mirabolanti la riunione preferragostana dei democratici, visto che governano non solo a Roma ma in tutte e otto le Regioni del sud.

Le premesse non sono delle migliori, visto che volano parole mirabolanti dalle parti del Nazareno e di Palazzo Chigi – tipo faremo un nuovo piano Marshall, etc etc – mentre il segretario-presidente da Tokio ha riattizzato le polemiche, nemmeno troppe velate, anche contro chi nel suo stesso partito e’ rimasto ai ‘’piagnistei’’.

Renzi dovrebbe sapere, però, che di piagnistei in giro ce ne sono pochi perché al Sud non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere! La strategia d’intervento deve essere, perciò, rapida, magari silenziosa nei rapporti con Bruxelles per sbloccare i fondi Ue, soprattutto duratura. Strombazzi non ne servono, specie se fatti a metà dell’agosto feriale.

Alle sue spalle il segretario-premier si lascia un’immagine certamente non bella nell’impegno del suo dicastero sui problemi del Mezzogiorno. Tutti gli osservatori hanno infatti notato in queste ore come sull’emergenza di mezza Italia e’ come se Renzi in questi mesi abbia commesso gravi errori di sottovalutazione, privilegiando altri campi e settori nella scala delle sue priorità. E anche in questo caso c’è’ voluto l’accorato appello di Saviano per smuovere le acque.

I problemi del Sud e della Calabria sono noti e c’e’ un solo aspetto che preme mettere in luce in questo momento: al di là di ogni considerazione e’ necessario che cambi la narrazione del Mezzogiorno e della Calabria. Su questo il segretario-premier dovrebbe impegnarsi in prima persona, così come lo dovrebbero fare quegli 8 presidenti di Regioni.

Fa piacere che il nostro presidente, Mario Oliverio, in queste ore scriva che ‘’per ottenere rispetto occorre definitivamente cancellare i pregiudizi e le descrizioni stereotipate di un Mezzogiorno come luogo delle mafie e del malaffare e valorizzare il positivo che viene da questa parte del Paese in cui ci sono uomini e donne che non si rassegnano, che non vogliono assolutamente consegnarsi al degrado e all’emarginazione. La classe dirigente calabrese e meridionale, in questo senso, non può e non deve chiedere sconti a nessuno e di nessun tipo’’. Sono anni che lo scriviamo, spesso in assoluta solitudine.

Il problema politico di fondo é, dunque, quello di un’inversione di tendenza, che quindi bandisca quei piagnistei (se ce ne sono ancora) e sia in grado di porre la classe dirigente meridionale al confronto con Roma e Bruxelles in maniera seria e credibile. Intanto, quegli 8 presidenti potrebbero sfidare Renzi presentando un’unica piattaforma programmatica, valida per tutto il territorio meridionale. Alla base deve esserci la legalità, il rispetto delle regole, la valorizzazione del merito e la concretezza.

Il resto si vedrà nel confronto con Roma: e’ ovvio che i secolari mali del Sud non possono essere caricati tutti sulle spalle di Matteo Renzi. Ma e’ del tutto ovvio che chi oggi governa il Paese si renda conto che tra le priorità come le riforme costituzionali o la nuova legge elettorale deve essere inserito il problema Sud, con tutto quello che ne consegue. Renzi mostri la sua determinazione fattiva e noi gliene renderemo atto.