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Guccione attacca Oliverio. Il Pd: reazione sterile e scomposta perchè non sei più assessore

Guccione attacca Oliverio. Il Pd: reazione sterile e scomposta perchè non sei più assessore

oliverio e guccione   di ALDO VARANO -

 E’ scoppiata la guerra nel Pd calabrese di Cosenza. Il partito più accorpato e compatto, e perciò tanto forte da far prevalere la propria linea in Calabria, ha aperto uno scontro che difficilmente lascerà feriti e prigionieri. Scontro duro reciprocamente condotto con la determinazione di chi sa che bisogna far fuori l’altro prima che l’altro faccia fuori te. Insomma, non per crescere ma per distruggere. E se l’uno e l’altro sono ex amici che hanno marciato uniti verso traguardi vittoriosi tutto diventa più drammatico e s’incattivisce.

Pubblichiamo in altra parte del giornale i documenti pressoché integrali. Qui ci limitiamo a tradurre dal politichese dei documenti il senso politico dello scontro.

Ha aperto il fuoco Guccione che, apparentemente preoccupato per la mancata liquidazione delle Asi calabresi, anziché chiederne conto attacca: "La continuità con il passato senza una vera e propria rottura delle prassi amministrative e gestionali della Regione, rischia di tenere in piedi i vecchi equilibri che hanno portato la Calabria nello stato in cui si ritrova". Tradotto: Oliverio la tua giunta si fonda su un equilibrio uguale a quello di prima (Scopelliti? Loiero?) che ha spinto la Calabria nel pantano.

Dopo avere spiegato che le Asi dovevano chiudere il 31 luglio e invece sono ancora lì, Guccione lancia un’ipotesi inquietante e devastante per Oliverio:

“Forse a bloccare la firma del decreto da parte del presidente della giunta regionale sono stati i soliti poteri forti che hanno ridotto la Calabria in queste condizioni?”

Il punto interrogativo non inganni. E’ una foglia di fico come chiarisce il seguito: "E' grave che agli annunci non seguano i fatti”.

Poi, l’inasprimento mettendo in contrasto Oliverio e Renzi: “Renzi ha ragione quando dice che per salvare il Mezzogiorno servono meno chiacchiere e più scelte; non possiamo più assistere alla pratica di rinviare continuamente scadenze importanti facendo un favore a coloro i quali in questi anni hanno sperperato le risorse pubbliche dei calabresi”. Anche qui la traduzione è semplice: Oliverio fa chiacchiere invece di scegliere e alle parole non fa seguire i fatti: la negazione di Renzi. Ma la Calabria non può tollerare che si rinvii sempre per fare favori “a coloro i quali in questi anni hanno sperperatole risorse pubbliche dei calabresi”. Ipotesi: Oliverio non è incapace: fa favori.

E il finale non ha bisogno neanche di essere tradotto:

“La nostra regione – affonda Guccione - è governata in continuità con il passato”. E la vicenda Asi è “emblematica” , cioè illumina tutte le altre vicende e “la dice lunga su come viene governata la Calabria”.

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I dirigenti del Pd devono aver pensato a uno scherzo: troppo feroce e definitivo l’attacco che sembra di chi si vuol tagliare alle spalle tutti i ponti. Poi l’establishment democrat deve aver concluso che l’attacco non annunciava richieste di Guccione (come Ciconte?) ma una vera e propria rottura insanabile col gruppo che ha gestito il Pd da Rimborsopoli in avanti ed è scattata la reazione col documento del Pd cosentino.

I modi vengono dalla tradizione: sei di Cosenza e io ti faccio attaccare dai cosentini (non dalla direzione regionale Dem) perché tu sappia che sei isolato e perdente. Neanche la controffensiva lascia margini: ti attacchiamo per farti fuori politicamente prima che ci riesca tu con noi.

"Un attento dirigente politico come Carlo Guccione – è l’incipit carico d’ironia - … dovrebbe sapere che” sulle liquidazioni di società in house ed enti strumentali Oliverio è determinato”. Del resto “Guccione sa altrettanto bene” che bisogna fare i passi giusti per non far pagare ai calabresi “la montagna di debiti accumulati nel corso di anni di gestione a dir poco allegra, clientelare ed incontrollata” dalle Asi.

E dopo aver ricordato a Guccione che il Pd giudica quelli delle Asi dissipatori, e forse altro, di danaro pubblico, un’altra sciabolata: “Del resto Guccione avrebbe dovuto spiegare perché egli stesso pur essendo stato Assessore al ramo competente fino al 21 Luglio ovvero qualche giorno prima del 31 Luglio, non ha portato a compimento l’accorpamento delle ASI nelle settimane precedenti”. Traduzione: Guccione sa benissimo come stanno le cose tanto è vero che lui da assessore non ha mosso un dito per lo scioglimento delle Asi e si sveglia solo ora. Chi legge si domanda: ma se Guccione sa come stanno le cose perché attacca l’incolpevole Oliverio? La risposta è inequivoca: perché è politicamente in malafede. All’ex assessore viene sbattuto in faccia che “Altrettanto avrebbe potuto fare per altre società in House e strumenti come Fincalabra, sottoposti al controllo del dipartimento di cui egli stesso è stato assessore”. Ma non l’ha fatto.

Invece a non fermarsi alle chiacchiere è stato Oliverio che “lunedì scorso 3 agosto” ha messo “in liquidazione Calabria Etica”. Quindi, il contrario di quel che sostiene l’ex assessore. Anzi, siamo alla “conferma che sulla linea delle riforme e della discontinuità con il passato si va avanti senza tentennamenti checché ne dica Guccione che, invece, non ha fatto nulla.

Tutto ciò premesso, il colpo di grazia:

“E’ fondato, dunque, il sospetto che nel lasciarsi andare a queste sterili polemiche Guccione stia reagendo in maniera scomposta e politicamente sbagliata alla scelta che necessariamente e giustamente il Presidente Oliverio ha dovuto fare per la composizione della nuova Giunta Regionale".

Non è la conclusione amica verso un gesto confuso e inconsulto: è una condanna di chi è tanto debole politicamente da lasciarsi andare a “sterili polemiche”, di chi reagisce in modo “scomposto”. Insomma, quello dell’ex assessore Guccione, gli manda a dire il Pd via Cosenza, è il comportamento di chi è inaffidabile dal punto di vista politico. Più che una polemica un “de profundis” politico. Perché uno inaffidabile mica può fare l’assessore. (alva)