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LA NOTA. Le lobby della sanità calabrese all'origine del caso Gioffrè?

LA NOTA. Le lobby della sanità calabrese all'origine del caso Gioffrè?

Seby-Romeo   di RICCARDO TRIPEPI -

Non c’è pace nel Pd calabrese che si ritrova nuovamente nel caos dopo aver pensato di essersi messo alle spalle il terremoto “Rimborsopoli”. Il provvedimento di inibizione per tre mesi comminato a Mario Oliverio dall’Autorità nazionale anti corruzione in riferimento alla nomina di Santo Gioffrè commissario straordinario dell’Asp di Reggio, è un altro altissimo ostacolo nella strada già accidentata della legislatura. E sembra essere in grado di creare altre divisioni.

Le truppe degli scontenti del centrosinistra e dei democrat stessi sembrano intenzionate a chiedere conto ai vertici del partito. L’occasione potrebbe essere loro fornita lunedì dalla riunione, fino al momento confermata, convocata a Lamezia Terme all’Ashley e alla quale dovrebbero prendere parte i deputati, i consiglieri regionali e i dirigenti del partito. In agenda tutte le questioni irrisolte: il completamento della segreteria di Magorno, le incompatibilità di tre segretari provinciali, il futuro della legislatura, il masterplan per il Sud e, adesso, anche la situazione in cui viene a trovarsi Mario Oliverio. Negli scorsi giorni Gigi Meduri ha esternato tutta la propria preoccupazione e chiesto un affiancamento per la segreteria. Chiaro che per i detrattori di Magorno la decisione di Cantone potrebbe essere un ulteriore grimaldello per guadagnare posizioni.

Il governatore, dal canto suo, ostenta sicurezza e lo fa sicuro del supporto dei suoi fedelissimi, a partire dal capogruppo in Consiglio regionale Sebi Romeo. Il presidente della giunta misura le parole nel commentare l’accaduto e tenta di circoscrivere l’episodio. «Trattandosi di un provvedimento dell'Autorità Nazionale anti corruzione – dice Oliverio - è opportuno innanzitutto chiarire che non vengono contestati in alcun modo fatti o atti di corruzione. Viene contestata, piuttosto, l'inconferibilità dell'incarico a commissario dell'Asp di Reggio Calabria di Santo Gioffrè, in quanto lo stesso è stato candidato a sindaco di Seminara alle elezioni amministrative precedenti. Tra l'altro, sull'applicabilità di questa norma alla figura del Commissario, vi sono diverse interpretazioni, tant'è che da più forze ed esponenti parlamentari è stata posta l'esigenza di affrontare la questione. Lo stesso Ministero della Funzione Pubblica che ha avuto modo di esaminare la vicenda specifica della nomina di Gioffrè – spiega Oliverio - nei mesi scorsi ha ritenuto di non dover assumere alcuna decisione di contestazione della stessa. Vorrei anche ricordare che in questi mesi nell'Asp di Reggio Calabria il dottor Santo Gioffrè ha dato un importante, coraggioso e fattivo contributo per impedire e bloccare tentativi e pratiche di malaffare revocando atti amministrativi che esponevano l'Asp a pagamenti non dovuti (magari doppi o tripli) di fatture milionarie».

Oliverio, che ha già pronte le controdeduzioni e l’eventuale ricorso al Tar, specifica che il provvedimento di Cantone non comporterà alcuna anomalia nel funzionamento della giunta. «In questo quadro è da precisare, altresì, per sgombrare il campo da evidenti strumentalizzazioni tese ad alimentare confusione, che il presidente eletto continuerà ad esercitare legittimamente la sua funzione di guida e di governo della Giunta e della Calabria. L'eventuale sospensione per tre mesi è riferita esclusivamente al potere relativo alle nomine e a nessun'altra funzione di governo attribuita al presidente. Tra l'altro per quanto riguarda le nomine tale potere rimane comunque nella competenza della Giunta».

L’intervento di Sebi Romeo, invece, è da intendersi come un duro attacco nei confronti di poteri più o meno occulti che sarebbero alla base delle polemiche strumentali innescate dal provvedimento di Cantone. «Le polemiche strumentali ed infondate che stanno proliferando – dice Romeo - hanno come unico obiettivo quello di alimentare un clima di precarietà e confusione utile solo a tutelare interessi e lobby che dal commissario Gioffrè sono state ostacolate anche attraverso la revoca di alcuni atti, come il doppio pagamento di fatture da parte dell'Asp e la conseguente denuncia presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nel quadro di una forte azione volta a bonificare, risanare ed espellere gli interessi criminali dalla sanità. Il lavoro svolto da Gioffrè, pertanto, non sarà disperso perché questa amministrazione regionale combatterà, fino in fondo, contro ogni pressione e ogni tentativo di riportare indietro le lancette del risanamento».

«Il tentativo di generare confusione circa i poteri del presidente Oliverio e della giunta – dice Romeo - la dice lunga sulla volontà di chi, fino all'insediamento di questa amministrazione, ha immaginato di poter continuare a salvaguardare consolidate abitudini che negli anni hanno condizionato la buona sanità a favore di interessi di parte».