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Il doppio inciampo di Oliverio e il vento del pregiudizio

Il doppio inciampo di Oliverio e il vento del pregiudizio

 mario oliverio  di MASSIMO ACQUARO -

E siamo a due. Se il proverbio ci azzecca c'è da stare poco allegri dalle parti di palazzo Alemanni. Il terzo infortunio sarebbe davvero un fatto grave per Oliverio e l'intero centro sinistra calabrese e non solo.

Prima lo scandalo di Rimborsopoli con i suoi furbetti dello scontrino, ora il siluro che viene dall'Anticorruzione di Raffaele Cantone per la nomina del commissario dell'Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Fanno bene Oliverio ed i suoi a minimizzare, in fondo sono incappati in una nomina sbagliata o che Cantone ritiene tale, sebbene lo stesso Zar della legalità dica di considerare la legge che ha defenestrato Santo Gioffré imperfetta e lacunosa.

Non si tratta ora di impelagarsi in minute e fini questioni giuridiche che la gente non capirebbe. Vedremo se il provvedimento che inibisce ad Oliverio di procedere a nuove nomine per tre mesi sarà impugnato e cosa decideranno i giudici di Roma. Quel che conta che un simile, doppio scivolone sul tema scivoloso della legalità questa Giunta e la Calabria non se lo possono permettere.

Si dovrebbe escludere che Oliverio sia arrogante e pratichi troppa disinvoltura nelle scelte che compie, tuttavia (e lo avevamo detto) mostra una certa inesperienza nel confronto con le toghe e con il tema della legalità. E' vero: ha preso in mano la Calabria al minimo storico di credibilità e di reputazione nazionale ed internazionale, ma rischia di assestarle il colpo di grazia cumulando anche le grandi responsabilità dei suoi predecessori.

Per farlo deve rapidamente capire che é chiamato a percorrere una strada molto stretta e complicata perché, piaccia o no, la Calabria che Oliverio ha ereditato richiede sempre un surplus per risalire il vento impetuoso del pregiudizio. Se Nicola Gratteri, con il suo grande prestigio, ha inferto il colpo di grazia all'antimafia da bere e da fatturare messa in piedi con l'appoggio fondamentale di Scopelliti, dall'altro lato vi sono i soliti, minoritari e chiassosi, raggruppamenti giustizialisti che non perdono occasione per randellare i politici calabresi al minimo infortunio. Si tratta di settori certo secondari, ma strettamente collegati con la stampa nazionale ed ascoltati in luoghi importanti come la Commissione antimafia di Rosy Bindi.

Tra queste due sponde Oliverio é chiamato a tracciare una terza via sui temi cruciali della legalità e della trasparenza, evitando di partecipare (o assecondare) gli ultimi fasti di un'antimafia screditata dal denaro e, anche, di cadere nella polemica con il fronte delle manette, che alimenta il populismo.

 

Per farlo ha urgente bisogno di uomini e donne giovani e capaci da insediare in posti chiave dell'apparato amministrativo regionale, liberandosi dei tanti trombati in cerca di un posto o di un piccolo strapuntino e, soprattutto, della vecchia dirigenza. Non é difficile, Renzi lo ha fatto con donne come la Boschi e la Madia che sono le punte di diamante del suo gabinetto ministeriale. Lo faccia anche il Governatore o almeno ci provi ... prima del tre.