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Sospensione di Oliverio. La strategia Pd: nessuno scontro col Governo

Sospensione di Oliverio. La strategia Pd: nessuno scontro col Governo

magorno   di RICCARDO TRIPEPI -

E’ arrivato in ritardo Mario Oliverio alla riunione di ieri a Lamezia. Una sua abitudine. Ma ha subito chiarito che il provvedimento di inibizione comminatogli dall’Autorità nazionale anticorruzione non cambierà alcunché nella gestione della Regione e che il partito, a tutti i livelli, sostiene l’azione del suo governo. Rispettando così anche un’altra dei suoi must: mostrarsi sicuro di sé.

“Ancora non mi è stato contestato alcun provvedimento – ha specificato il governatore interrogato specificamente sul punto - Quando mi sarà contestato il provvedimento ed avrò modo, con i miei collaboratori ed i miei legali, di leggerlo e di approfondirlo, valuteremo quali iniziative assumere”.

Oliverio ha avuto un faccia a faccia di pochi minuti con Marco Minniti che ha lasciato i lavori della riunione anzitempo, come ampiamente annunciato, per decollare nuovamente alla volta di Roma. Il governatore ha chiesto appoggio e lo ha ottenuto anche se sulla sanità ci sarà da mettersi il cuore in pace soprattutto per quel che riguarda la coesistenza con il commissario Massimo Scura che il governo Renzi non ha nessuna intenzione di rimuovere.

Per quel che riguarda il provvedimento emesso da Cantone, invece, il partito consiglia prudenza. L’atto amministrativo non appena arriverà ufficialmente sul tavolo del presidente verrà analizzato con attenzione dai tecnici che, tuttavia, stanno già lavorando ad un eventuale ricorso al Tar. La questione, però, come suggerito anche da Minniti dovrà evitare di trasformarsi in un momento di scontro con il governo. Anzi potrebbe essere anche il Ministero della Funzione Pubblica, che originariamente aveva fornito un parere favorevole alla nomina di Santo Gioffrè come commissario straordinario dell’Asp di Reggio, a suggerire magari la chiave di volta per uscire dalla situazione.

In ogni caso è prevalsa la linea di minimizzare l’accaduto. In fin dei conti un atto amministrativo di inibizione per tre mesi, seppure dovesse rimanere in piedi, condizionerebbe ben poco il lavoro della giunta che, a quanto pare, potrebbe procedere anche alle nomine seppur facendole sottoscrivere al vicepresidente Viscomi. I dettagli della strategia futura, però, saranno messi a punto nelle prossime ore insieme ai tecnici e tramite un confronto assiduo con Roma per evitare ulteriori sbavature e appannamenti di immagine per un governo regionale che, ad un anno di distanza dalle elezioni, non è ancora riuscito a prendere il largo.