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L’ANALISI. Caridi in Fi. Ma vince la Santelli e perdono Nicolò e Foti

L’ANALISI. Caridi in Fi. Ma vince la Santelli e perdono Nicolò e Foti

B e Iole Santelli   di RICCARDO TRIPEPI -

Alla fine il senatore Antonio Caridi è riuscito nel suo intento e fa il suo ingresso in Forza Italia. Il risultato raggiunto non è quello sperato, ma ci si può accontentare. Durante gli scorsi mesi il big reggino ha lavorato a lungo per provare ad entrare alla grande, addirittura sostituendo Jole Santelli alla guida del partito. Era un momento di grande confusione nel partito azzurro e la coordinatrice era finita al centro di critiche ferocissime per alcune scelte fatte in occasione del rinnovo dei coordinamenti provinciali di Vibo, Catanzaro e Cosenza. Addirittura diversi consiglieri regionali (Salerno, Morrone e Graziano) ne avevano chiesto le dimissioni. Non solo. Il gruppo reggino di Forza Italia, da Nicolò a Raffa e Foti, non ha fatto certo salti di gioia per l’eventuale ingresso di Caridi e si è opposto ad un suo ruolo di primo piano. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale ha recentemente bollato come uno “Scopelliti dipendente” Antonio Caridi, respingendo ogni possibilità di un suo ingresso. Entrambi fattori che hanno rallentato le operazioni.

La Santelli, però, grazie al rapporto privilegiato con Berlusconi, e alla parziale marcia indietro su Cosenza è riuscita poi a far rientrare crisi e pericolo, vedendosi ribadita la fiducia nel ruolo. Caridi, al contempo, non ha mai smesso di lavorare insieme al suo gruppo all’obiettivo. Prima contando sulla sponda del senatore Romani, poi con il grande aiuto di Nunzia De Girolamo con la quale ha stretto un ottimo rapporto e che, al momento, gode delle grazie del Cavaliere. Berlusconi è assai sensibile al tema degli ex Ncd che tornano alla casa madre abbandonando l’odiato Angelino Alfano. E Caridi è a tutti gli effetti uno di questi, pur con il passaggio intermedio effettuato al Gruppo Grandi Autonomie e Libertà.

Ed allora si è arrivati ad una soluzione intermedia: niente carica da coordinatore regionale, ma soltanto quella di vice. Un pennacchio del tutto inutile, considerato che esistono ben quattro vice Santelli in Forza Italia. Oltre a Caridi, ci si sono Roberto Occhiuto, Wanda Ferro e un altro reggino: Nino Foti. Per di più Caridi non ha ottenuto l’altro obiettivo che proprio all’ultimo istante sarebbe sfumato: quello di vedere il delfino Francesco Cannizzaro (attualmente consigliere regionale della Casa delle Libertà) nominato segretario provinciale a Reggio Calabria. Sarebbe stato uno schiaffo eccessivo al gruppo storico dei reggini. Anche in questo caso, dunque, ha prevalso il buon senso e, per il momento, la segreteria provinciale del partito rimane ad interim alla Santelli. Poi, quando tutto si sarà calmato, pare verosimile che si possa arrivare ad una soluzione sullo stile cosentino e cioè la nomina di una triade alla segreteria della quale farà parte anche Francesco Cannizzaro.

L’ingresso di Caridi e dei suoi nonostante un profilo più basso rispetto a quello immaginato, rimane ugualmente significativo e potrebbe avere impatti importanti sugli equilibri interni al partito. Insieme a Caridi e Cannizzaro entrano nel partito anche i consiglieri comunali di Reggio Calabria Antonino Maiolino, Giuseppe D'Ascoli e Luigi Dattola e nei prossimi giorni è annunciato l'ingresso di numerosi sindaci e amministratori della provincia. Abbastanza per alterare gli equilibri interni ai gruppi di Consiglio regionale e Consiglio comunale e lanciare la sfida che guarda al controllo del partito e alle candidature per le prossime politiche.

Non a caso nella giornata di ieri i consiglieri regionali Mimmo Tallini e Giuseppe Mangialavori, fedelissimi della Santelli, hanno subito plaudito all’ingresso di Caridi. «E’ una bella notizia. E non solo per le riconosciute qualità politiche e per il consenso di cui Caridi è portatore, ma soprattutto perché questa adesione rende plasticamente l’idea della crescita del nostro partito sul territorio regionale. Cogliamo nell’adesione dell’amico Caridi anche una tendenza di molti amici che, delusi dall’esperienza di Ncd e di Alfano, sembrano intenzionati a ritornare nella casa dei moderati italiani».