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LA NOTA. Bruno, Mirabelli, Romeo e gli altri punti dolenti dei Dem calabresi

LA NOTA. Bruno, Mirabelli, Romeo e gli altri punti dolenti dei Dem calabresi

 pd  di RICCARDO TRIPEPI

- L’ordine è quello di mantenere l’unità di Falerna il più possibile. Senza sbavature. Il patto siglato tra Marco Minniti e Mario Oliverio, stavolta, pare più forte rispetto al passato e potrebbe anche lasciare intravedere all’orizzonte riposizionamenti complessivi della minoranza ex bersaniana del partito che ha espresso il governatore alle ultime regionali.

C’è però da gestire alcune situazioni non propriamente semplici che stanno cominciando a creare tensioni e apprensioni all’interno dei gruppi dirigenti provinciali. Tra queste l’avvicendamento dei segretari provinciali di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Enzo Bruno (Catanzaro), Sebi Romeo (Reggio Calabria) e Michele Mirabello (Vibo Valentia) versano ormai da tempo in condizione di incompatibilità. Secondo l'art. 21 dello Statuto ("Incandidabilità e incompatibilità") i tre segretari provinciali, sarebbero infatti incompatibili con i ruoli istituzionali fino ad oggi ricoperti. Enzo Bruno è infatti presidente della Provincia di Catanzaro, Sebi Romeo e Michele Mirabello sono invece consiglieri regionali.

La questione è risalente, ma è stata riportata alla stretta attualità proprio dall’ultima assemblea di Falerna e dal documento finale proposto da Magorno e approvato all’unanimità. Si legge nel documento: “Una direzione politica unitaria del partito in Calabria, richiede un coinvolgimento e un protagonismo dei gruppi dirigenti provinciali e territoriali. L’assemblea regionale del Pd, in riferimento ai congressi provinciali del Pd, considerata la dichiarata disponibilità da parte dei segretari provinciali a superare la loro condizione di incompatibilità, propone di affidare, nelle federazioni di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, la guida ad organismi unitari e collegiali per la preparazione della stessa fase congressuale e per la conduzione della campagna di tesseramento al partito”.

Un passaggio che è stato messo in secondo piano nei giorni successivi all’assemblea, considerata la complessità e la varietà dei temi affrontati durante l’incontro e sui quali si basa la rinnovata pax democrat, ma che adesso pare pronto a tornare di stringente attualità. Nelle tre province interessate dalle incompatibilità, infatti, sono in arrivo le Commissioni di Garanzia che dovrebbero gestire la fase di tesseramento e di avvicinamento ai congressi del prossimo anno. Si capisce che le modifiche in arrivo saranno sostanziali e potrebbero alterare diversi equilibri. Specie a Reggio Calabria dove l’attuale segretario provinciale Sebi Romeo (anche capogruppo del Pd in Consiglio regionale) potrebbe ritrovarsi in minoranza, considerata anche l’uscita di scena dell’ex assessore Nino De Gaetano. I renziani dello Stretto sembrano intenzionati a riprendersi il partito con tutte le conseguenze del caso.

Le segreterie provinciali fanno poi il paio con le questioni apertissime e relative al rinnovo della amministrazioni comunali di centri di grande rilievo come Cosenza e Crotone. L’individuazione delle candidature è ancora in alto mare e le primarie potrebbero divenire indifferibili se Guccione e Pantisano (anche loro segretari provinciali del Pd) non dovessero rinunciare ad avanzare le proprie candidature.

Tante le tensioni che stanno animando il partito e che potrebbero provocare più di qualche difficoltà nella delicata fase che si apre da qui alla fine dell’anno e che prevede l’arrivo in Consiglio regionale del bilancio di previsione, di una cospicua infornata di nomine e delle linee guida sul piano regionale dei rifiuti.

Riccardo Tripepi