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CONSIGLIO. Sparite le nomine e la verifica su Calabria Verde

CONSIGLIO. Sparite le nomine e la verifica su Calabria Verde

 consiglio1  di RICCARDO TRIPEPI

- Non ci sono le nomine e scompare la verifica sull'attività di Calabria Verde. Il lungo elenco di caselle scoperte di competenza di palazzo Campanella (Fincalabra, Sogas, Corecom, Garante della Salute e dell'Infanzia) è stato rinviato alla prossima seduta del 28 dicembre, già convocata per l'approvazione del bilancio di previsione per il 2016. Lontano l'accordo in maggioranza e, come già anticipato, sarà il presidente Irto di concerto con i capigruppo a formalizzare le nomine esercitando i poteri sostitutivi, forse entro la fine dell'anno in corso. Ad accorgersi dell'assenza del dibattito su Calabria Verde il solito Carlo Guccioni che ha chiesto lumi ai banchi della presidenza. Irto ci ha messo prontamente una pezza: "su Calabria Verde è stata avviata un'attività di indagine dalla Commissione speciale di vigilanza e aspetteremo l'esito della stessa prima di portarla in Aula".

Messe da parte le pratiche più scivolose, il Consiglio si è potuto dedicare con tutta calma e serenità allo stato di attuazione del Patto per la Calabria, che sarebbe l'articolazione regionale del famoso (famigerato?) Master Plan per il Sud del governo Renzi. Lunga, lunghissima la relazione di Mario Oliverio che indicato le priorità previste dal Patto: infrastrutture (con l'A/3 in primo piano insieme al porto di Gioia Tauro), la Zes sempre per la zona in cui insiste il porto e poi interventi strutturali per turismo e rilancio economico. Senza trascurare le risorse per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico, gli interventi di contrasto alla povertà e pure sulle infrastrutture sanitarie, nonostante il piano di rientro. "Non è una lista della spesa - ha tuonato Oliverio - ma uno strumento che consentirà alla nostra Regione di invertire la rotta".

Il governatore ha poi annunciato verifiche semestrali sull'attuazione del Patto per la Calabria che comunque sarà ultimato entro la fine del mese di gennaio e risulta per molti tratti ancora in elaborazione. Alla relazione del presidente è seguito un articolato e un po' vuoto dibattito con la minoranza a criticare (Orsomarso ha definito il complesso degli interventi descritti da Oliverio un "pacco" piuttosto che un "patto") e la maggioranza ad applaudire l'iniziativa o sperare che si tramuti in realtà (Sculco e Guccione), a seconda dell'attuale vicinanza politica al governatore. Il capogruppo di Fi Alessandro Nicolò ha criticato il mancato coinvolgimento dei sindaci e degli amministratori nella stesura del Patto e annunciato che gli azzurri presenteranno un documento con le proposte per la Calabria da inserire nel Master Plan.

Archiviato un dibattito di cui non resterà ampia traccia nella storia del regionalismo calabrese, l'Aula ha poi dato il disco verde ad alcune modifiche normative in tema di personale (Nucera) e alle leggi di riordino degli enti sub regionali e di proroga dei termini per quelli messi in liquidazione, con la speranza che stavolta si arrivi davvero all'eliminazioni di alcuni storici carrozzoni. Ok anche alla legge di iniziativa della giunta regionale in materia di trasporto pubblico locale, sul quale ha relazionato il presidente della Commissione "Ambiente" Domenico Bevacqua. "Realizzeremo un un unico bacino e un'unica autorità per la gestione del trasporto - ha detto Bevacqua - in maniera tale da attuare al massimo i dettami della legge Delrio". Sull'Autorità di governo unica (Art Cal) si è soffermato anche l'assessore Roberto Musmanno che ha indicato nel coinvolgimento delle amministrazioni locali (con un cenno particolare alla Città Metropolitana di Reggio Calabria) la versa svolta del piano e la razionalizzazione del sistema. Infine, disco verde anche alla legge sulla valorizzazione dei santuari mariani.

Adesso si passerà in tempi record all'esame della manovra finanziaria che la Commissione "Bilancio" inizierà a valutare da subito. L'obiettivo è quello di portarlo in Consiglio entro il 28 dicembre e non ricorrere così all'esercizio provvisorio.