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Il Palio dell’Huffington Post: diventerà ministro D’Ascola, Dorina Bianchi o la Scopelliti?

Il Palio dell’Huffington Post: diventerà ministro D’Ascola, Dorina Bianchi o la Scopelliti?

dorina bianchi   NOSTRO SERVIZIO

- Retroscena appetitosissimo dell’Huffington Post, il giornale online diretto da Lucia Annunziata sui rapporti tra Pd e Ncd, Renzi e Alfano con la partecipazione straordinaria e massiccia dei calabresi. L’articolo, firmato da Alessandro De Angelis e Angela Mauro, si apre in casa di Dorina Bianchi. Le fa visita la sua amica Maria Elena Boschi e tra una chiacchiera e l’altra diventa inevitabile parlare delle poltrone che vanno e di quelle che vengono.

Ce n’è una in scadenza subito dopo il 21 gennaio dopo il voto sul Senato. Renzi per ora la tiene ferma perché tutti siano ubbidienti al momento del voto sperando di sedercisi sopra.

“Dorina – avrebbe detto la Boschi alla Bianchi - se fosse per noi non ci sarebbe problema al tuo incarico da ministro per gli Affari Regionali. Renzi vuole una donna lì. Il problema è che il nome lo deve fare Alfano perché spetta a Ncd ma Alfano non ti propone”.

Appuntano i giornalisti per rafforzare il racconto che una delle due signore (erano la Boschi e la Bianchi) gli avrebbero rifilato: “Pure Matteo Renzi, chiacchierando qualche tempo fa con Lupi, a margine di un dibattito alla Camera, tagliò corto: “Il nome ve lo dico io. Deve essere la Scopelliti, è giovane, brava”. Se Alfano proponesse la Bianchi, andrebbe bene lo stesso. Il problema è il nome proposto da Alfano, che ha suscitato smorfie non proprio di entusiasmo dalle parti del giglio magico: Andrea Costa, che attualmente è sottosegretario a via Arenula. Le smorfie sono legate non tanto a Costa, che ha pure una faccia di bravo ragazzo, ma al fatto che, nel gioco a incastri, nei desiderata di Alfano a via Arenula dovrebbe andare Nico D’Ascola, per soddisfare gli appetiti poltronisti dei “calabresi” del Senato, da tempo insoddisfatti: “Noi – dice un Ncd di rango – abbiamo il problema del Senato. Il gruppo non tiene. Riforme, unioni civili, va tenuta la quadra con qualche incarico”.

De Angelis e la Mauro ricostruiscono: “I nomi di Ncd al Senato, come noto, non rappresentano proprio il nuovo che avanza. D’Ascola per anni è stato socio di Niccolò Ghedini nel suo studio romano ed è stato protagonista, nei tempi del berlusconismo, quando difesa politica e giudiziaria erano tutt’uno, della difesa di Claudio Scajola, ma soprattutto di Gianpaolo Tarantini in uno di processi sul giro di escort attorno a palazzo Grazioli. Tra gli altri politici eccellenti difesi da D’Ascola, l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, condannato per abuso e falso a sei anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Proprio il suo ruolo al tempo stesso di parlamentare e avvocato di politici che certo non si sono contraddistinti sul terreno della legalità e all’antimafia per parecchi è imbarazzante: “Alfano – prosegue la fonte Ncd – si è impuntato ma Renzi non è proprio entusiasta”. Da queste caselle dipende il resto del risiko. Che riguarda le commissioni parlamentari. Perché, se vince Alfano con Nico D’Ascola al governo, a quel punto la commissione giustizia di Palazzo Madama andrebbe al Pd e i Trasporti a Ncd. Altrimenti, nel caso di una donna agli Affari regionali, Costa resterebbe a via Arenula e Nico D’Ascola sarebbe il candidato al posto che attualmente è del forzista Nitto Palma…”.

Segue la ricostruzione di un vorticoso giro di poltrone e poi si torna alla Calabria: “A proposito – scrive L’Huffington Post -, nel pacchetto di promozione degli insoddisfatti calabresi, Alfano ha chiesto che rientri al governo il noto Antonio Gentile, che Renzi fece dimettere dopo la vicenda delle presunte pressioni sull’Ora della Calabria per impedire che desse notizie sull’indagine del figlio. Una decina i calabresi al Senato che ballano. Tre i verdiniani insoddisfatti. La Befana, per chi ci crede, finisce il 6 gennaio. Poi è Quaresima”.

Diventerà ministro un (una) calabrese?