Direttore: Aldo Varano    

L'ANALISI. La verità di Mattarella: cari calabresi la rimonta dipende da voi

L'ANALISI. La verità di Mattarella: cari calabresi la rimonta dipende da voi

il discorso     di FILIPPO VELTRI

- Pur nella brevità della sua permanenza a Catanzaro (un’ora tra arrivo, partenza, discorso) Sergio Mattarella ha trasmesso ieri pomeriggio una cosa assai chiara: cari calabresi aiutatevi che sennò la vedo dura.

Ovviamente il Presidente ha usato ben altri termini (che ritroverete nelle cronache dell’avvenimento alla Cittadella) ma il succo del suo ragionamento é questo. Non ci sono alternative ad una presa di coscienza di questo genere e questo vale per tutti: politici, amministratori, cittadini, società civile. Mattarella ha, però, richiamato altre due cose: l’importanza dell’intervento pubblico e la necessità di proseguire nella lotta alla ‘ndrangheta, così come si sta del resto facendo (straordinario, per ultimo, il successo della Squadra Mobile di Reggio con l’arresto dei due latitanti).

Ora, non bisognava aspettarsi da Mattarella chissà quale rivoluzione semantica o di contenuti visto che il Capo dello Stato più volte è intervenuto nel suo primo anno di mandato sulla questione sud e sulle responsabilità che ricadono sulle classi dirigenti nazionali. Eppure il senso del suo invito non solo non deve essere fatto cadere ma deve essere rilanciato, sia in termini di un ruolo attivo sempre più forte che ricade sulle locali classi dirigenti sia in termini di opportunità che si possono aprire se una nuova stagione avvia finalmente il tanto decantato e atteso cambiamento.

La tappa dell’inaugurazione della Cittadella regionale può dunque essere il punto di partenza (dixit ancor Mattarella) se alle parole seguiranno però fatti concreti e non più annunci o parole. Sempre e dovunque.

Ieri, ad esempio, prima che il Presidente giungesse c’erano a Germaneto i ragazzi e le ragazze tirocinanti del progetto Garanzia Giovani. Avevano striscioni di protesta che poi sono stati fatti levare dalle forze dell’ordine prima dell’arrivo di Mattarella. Lavorano da mesi ma non hanno visto un soldo su progetti (tra l’altro in scadenza) sui quali la Giunta Regionale (Guccione era assessore al lavoro) si era sperticata in mega annunci nei mesi passati.

Il problema - oltre al corposo merito della questione - è che così si spezza un filo, già esile, di speranza e di fiducia che i giovani possono o meno riporre nel funzionamento dello Stato democratico nelle sue varie articolazioni, concentrato sul problema centrale di cui soffre la Calabria e cioè il lavoro (sempre parole di ieri di Mattarella).

Gli esempi sono perciò importanti e le classi dirigenti hanno un ruolo decisivo per riannodare le fila di un ragionamento positivo. L’apertura ufficiale della Cittadella é un grande e positivo segnale (lasciamo perdere quanto si va cianciando in queste ore sui costi dell’opera e sulle sue dimensioni. Rimpiangere i miliardi di fitti dilapidati in questi decenni e’ veramente preoccupante!) e da qui si può non ripartire ma partire.

L’importante è che i calabresi tutti capiscano il messaggio di ieri: la rimonta dipende da noi. Quando abbiamo responsabilità dirette ma anche quando non le abbiamo: controllo, azione, partecipazione attiva. Obiettivo finale quello che Oliverio ha ieri indicato a metà del suo intervento: dobbiamo rendere la Calabria una regione normale. Sembra una cosa facile ma non lo e’ affatto.