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SANITA’. La polemica/appello di Magorno Vs Scura

SANITA’. La polemica/appello di Magorno Vs Scura

scura   di RICTRIP - Lo scontro sulla sanità continua a scuotere il Pd. La convivenza tra Oliverio e Scura pare ormai diventata impossibile, come dimostrato dal fuoco di fila aperto sul commissario, dopo la decisione di mettere mano, senza confronto, alla rete ospedaliera calabrese.

Il capogruppo Sebi Romeo ha sparato a zero: "La decisione dell’ingegnere Scura e del suo vice Urbani di decretare, unilateralmente, la nuova rete ospedaliera della Calabria rappresenta l’ennesimo grave atto che i commissari assumono in sfregio alle istituzioni democratiche della nostra regione ed ai calabresi”, per poi chiedere l’apertura di una nuova fase che veda al centro gli interessi dei cittadini e soltanto quelli.

Al ministro Lorenzin ed all’intero Governo chiederemo che le tutele ai calabresi non vengano ulteriormente sacrificate a favore di un commissariamento che ha fallito la propria missione”. Ma è la presa di posizione del segretario Magorno a far pensare che orami la situazione sia fuori controllo.

  “La rete ospedaliera calabrese va rimodulata. È un adempimento che non si può rinviare nel tempo, ma va fatto subito – ha detto il segretario - Il decreto emanato dai commissari sul riassetto della rete, però, non è coerente con gli obiettivi richiesti. La razionalizzazione deve tagliare sprechi ed inefficienze e deve porsi l'obbligo di qualificare ed estendere i servizi. Conseguentemente, anche il decreto di assegnazione dei budget alle case di cure private è da riformulare secondo una logica di integrazione e complementarità rispetto alla riorganizzazione della rete sanitaria ospedaliera pubblica.

Per queste ragioni - conclude il segretario regionale del Pd - intendo rivolgere un appello al commissario Scura ed al subcommissario Urbani affinché si decida una moratoria e si disponga la sospensione dell'attuazione operativa di entrambi i decreti per promuovere tempestivamente una azione di concertazione con le Aziende Sanitarie pubbliche e con le parti sociali al fine di pervenire a modifiche coerenti con una efficace azione di riorganizzazione della rete ospedaliera pubblica e privata”.

La confusione è alle stelle, insomma. E l’effetto immediato è che del Consiglio regionale sulla sanità che doveva svolgersi già il mese scorso, nessuno parla più. Anche perché è ferma a Roma pure l’interlocuzione del governatore Oliverio con il ministro Lorenzin in ordine alla rimodulazione del piano di rientro dal debito.