Mancavano pochi passi. Ma Anna Rita Leonardi, la democrat incoronata da Matteo Renzi quale candidata a sindaco di Platì, ha deciso di non provarci. Clima da «farsa» e direttive ben precise da parte dei vertici del Pd, che l'hanno convocata per un summit a Roma, hanno portato alla fine della marcia trionfale della reggina verso l'Aspromonte.
La sua amarezza appare poco prima dell'ora di pranzo su Facebook, dove la giovane aspirante sindaco racconta, in un lungo post, la sua scelta. «A poche ore dalla presentazione delle liste, con i documenti ritirati e tutto pronto per la consegna, sono profondamente rammaricata nel dover comunicare che non concorrerò alle elezioni a sindaco di Platí. Questo annuncio - scrive -, inaspettato e improvviso, arriva dopo un anno di lavoro passato sul territorio e dopo un investimento reale e concreto da parte del Partito democratico, a partire da quello del nostro segretario nazionale». Che a Platì, aveva promesso la giovane candidata, ci sarebbe venuto per chiudere la campagna elettorale.
Ma andiamo alla scelta. La riunione a Roma viene convocata «a seguito di alcuni elementi emersi», riunione durante la quale i vertici del partito - presumibilmente lo stesso presidente del Consiglio che tanto l'aveva sponsorizzata - hanno constatato «che non c'erano più le condizioni politiche e di agibilità per svolgere serenamente la campagna elettorale».
Il clima a Platì, difatti, non era dei più sereni. La campagna elettorale procedeva su binari che vedevano contrapposti i sostenitori della Leonardi ai suoi oppositori, dove la politica aveva lasciato il posto ai personalismi e alle accuse. Fino ad un'invettiva contro Marco Minnti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che aveva azzardato un parallelismo tra Platì e Molenbeek, tra 'ndrangheta e terrorismo.
Poi, dopo mesi di confusione, la candidatura di Ilaria Mittica, figlia dell'ex sindaco la cui amministrazione fu sciolta per condizionamento mafioso e che, prima di lei, aveva annunciato la sua candidatura. La Leonardi, che si trincera dietro un assoluto silenzio, non spiega nel dettaglio i motivi della sua scelta, riservandosi di farlo nei prossimi giorni.
Ma lancia un sasso - mentre sempre nel mondo virtuale i suoi oppositori esultano e urlano i loro "l'avevamo detto": «Questa scelta nasce anche a seguito di alcune vicende che, da un anno e per un anno, continuano a perdurare sul territorio Platiese. Vicende che rendono queste elezioni, ancora oggi, non un alto momento politico, ma una farsa degna del peggiore sceneggiatore. Anche alla luce di questa consapevolezza - aggiunge -, ascoltati cittadini e candidati, ho ritenuto doveroso fare un passo indietro». Che non fosse una storia facile era noto sn dall'inizio. Ma dopo decine di dichiarazioni d'intenti, esternazioni e rassicurazioni - «andiamo avanti», questo il suo motto -, qualcosa ha fermato la marcia trionfale di Anna Rita Leonardi.
«Questa decisione la prendo con piena consapevolezza, anche in virtù di quanto abbiamo costruito in questo anno di lavoro. Un lavoro che non solo non andrà perso - promette -, ma che intendo proseguire concretamente, seppure in altre forme, per il rilancio del territorio e di tutti i cittadini perbene di Platí. La nostra battaglia non è mai stata quella di vincere o perdere, come abbiamo sempre cercato di spiegare».
Ma poi ci va giù pesante, quando, tra un rigo e l'altro, fa una diagnosi precisa del paese che aveva sognato di amministrare: «La nostra battaglia era quella di provare a riparlare di una politica sana, di riportare la democrazia in un luogo in cui sembra impossibile liberarsi dai condizionamenti e dalla devastante presenza della 'ndrangheta». E, dunque, «lottare per tutte le persone oneste di Platí». Ma «con enorme sofferenza» non ci sarà alcuno scontro.
La Mittica, unica candidata, ha dunque il difficile compito di riportare la gente alle urne dopo anni di amministrazione prefettizia. E questo, se non altro, è il risultato di un anno di passerelle con Platì sullo sfondo e, per alcuni attimi, in primo piano. «Decidiamo di fermarci - aggiunge dunque -, perché l'interesse ed il bene dei cittadini vengono prima di qualsiasi percorso personale. E per questo motivo comunico che non esiterò a denunciare, a sorvegliare, a contrastare ogni forma di interferenza e condizionamento illecito che possa riguardare il nostro territorio». La Leonardi dice e non dice. Ma lascia intendere che qualcosa - cosa? - è successo. Non dà, a questa cosa, un nome ma piano piano ne delinea i contorni, torbidi e preoccupanti. E lascia a chi legge l'onere di immaginare, almeno fino a quando non spiegherà.
«Questa scelta è principalmente per la serietà del nostro progetto politico. Con maggiore lucidità, nei prossimi giorni, tornerò con ancora più chiarezza sui motivi che mi impongono di farmi da parte», conclude. E chiude un capitolo, restituendo Platì a chi la invitava ad andarsene.