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L'INTERVENTO. Se il ministro Fontana vi pare normale...

L'INTERVENTO. Se il ministro Fontana vi pare normale...
fontana “Mai come in questo momento battersi per la normalità è diventato un atto eroico.”.

Così il Ministro Fontana conclude la sua lettera inviata al quotidiano “Il Tempo”, per difendersi dagli attacchi, che sarebbero sfociati dalle sue esternazione a difesa della famiglia cattolica, l’unica riconosciuta: mamma femmina, papà maschio, figli, per intenderci. La normalità.

Bella la normalità signor Ministro. Bella. E’ la perpendicolare che scende dritta senza il sussulto dell’errore, della sbavatura, della linea torta, dell’angolo dietro il quale c’è la sorpresa. E’ il precetto da sempre insegnato. Esiste?

Ma il nostro, si sa, è un paese normale. La normalità ci appartiene, ci attraversa, ci condiziona. E’ normale che un ministro si senta portatore di dogmi cattolici, dimenticando di avere giurato sulla Costituzione e non sulla Bibbia. E’ normale che al sud si voti un rappresentate leghista, che ha fatto dell’odio per i meridionali e gli extracomunitari, brutti sporchi e cattivi, una bandiera di verità. Siamo killer della memoria. E’ normale che si uccida ancora per mafia, si uccida l’economia. E’ normale che il mare sia tomba, e la risposta feroce sia “statevene a casa”. E’ normale che si usino parole di odio verso un sindaco che ha investito tempo, cuore, anima, soldi in un paese simbolo di inclusione e accoglienza come Riace, che dovrebbe commuovere e non suscitare l’arroganza dei potenti. E’ normale che ci siano tendopoli come quelle di Rosarno e che lì la vita valga quanto un colpo di pistola. E’ normale che chi dovrebbe avere la responsabilità delle parole, le usi con la leggerezza di uno starnuto. E’ normale solo ciò che ci hanno detto essere normale, e che un ministro faccia scomparire le famiglie arcobaleno dentro la negazione, celandosi dietro dogmi a uso e consumo.

Eppure è più la vite torta che ci dice. E’ nell’anormalità, nell’abbandono della perpendicolare che scivola dritta senza la possibilità di sorpresa, che nasce invenzione ed evoluzione, ricchezza e possibilità di crescita e visione.

La fierezza nell’essere “retrogradi, intransigenti, clericali”, si può coltivare, certo, ma dentro le chiese, non in un ministero. Perché quello che scrive, signor Ministro, è pericoloso, per l’odio che può scaturire in questa piccola penisola che, come ben dice lei, fa un uso malevolo dei social. Perché l’odio per dilagare si serve di scintille e pretesti.

E degli eroi appassioniamoci dentro film ben confezionati, ché poi, gli eroi, tanto normali, non sono mai stati. L’eroismo richiede il guizzo della follia e della sfida a verità impacchettate.

Le famiglie arcobaleno esistono, come esistono gli eterosessuali, gli omosessuali, l’amore da sempre e un mucchio di altre cose. Così come il bisogno rassicurante di definire tutto. Come esistono il cambiamento e l’evoluzione e la possibilità di convivenza di mondi, mai del tutto dissimili, senza conflitto o minaccia. Basta volerlo, basta vedere, e non sentirsi crociati, eroi e santi. Nessuno lo è. Così come nessuno, è in fondo, del tutto normale.