di FRANCESCO RUSSO* - Si sono svolte le audizioni della Commissione Trasporti sulla mobilità nell’area dello Stretto. Sono stati ascoltati i sindaci di Messina e Villa, il Presidente della Provincia di Reggio, i Commissari del Comune di Reggio e della Provincia di Messina, le autorità portuali di Messina e Gioia Tauro, le Regioni Calabria e Sicilia. Tutto in streaming: chi vuole può ritrovare tutto sul sito della Camera. Qui affronto solo pochi punti.
Uno. I segni.
Gli enti locali erano quasi tutti presenti con i propri vertici. L’Autorità portuale di Gioia e le Regioni Calabria e Sicilia, no. Per Gioia c’era il segretario; per la Calabria, l’assessore Fedele in sostituzione del Governatore; per la Sicilia, non c’era nessuno perché l’assessore ha problemi di salute. Facili profeti avevamo scritto: Catanzaro e Palermo sono troppo distanti.
Eppure sarebbe stato necessario l’intervento dei due Governatori. Non fosse altro perché nello Stretto ci sono 10 miliardi di euro, e ogni anno 3 milioni tra camion e autovetture e milioni di pendolari.
Due. Le parole.
Ognuno ha parlato per conto suo. Nessun coordinamento. Tutto e il contrario di tutto. Quasi sempre, interventi lucidissimi su ciò che gli altri non hanno fatto e che dovrebbero fare. Talvolta è stata riscritta la questione meridionale, Sonnino e Franchetti, qualche tempo dopo.
Un pianto greco.
Nota di colore sul Gateway di Gioia Tauro, e sulla presunta colpa delle ferrovie di non avere partecipato alla gara. Le Ferrovie hanno ben altre e gravi responsabilità nei confronti della Calabria e della Sicilia. Solo su un punto hanno ragione: sul Gateway. Riassumo: si fa una gara per il gateway di Gioia, le Ferrovie fanno sapere prima della gara che non avrebbero partecipato. Si fa la gara e le ferrovie non partecipano. È evidente che non poteva che finire così. Più di dirlo prima che dovevano fare? Infatti dopo l’audizione, Ferrovie ha risposto pesantemente: <Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ribadisce ancora una volta al segretario generale dell’Autorità portuale, Salvatore Silvestri, che contrariamente a quanto vorrebbe far intendere, RFI non ha alcun obbligo a partecipare alla gara per la gestione del terminal intermodale del porto di Gioia Tauro, noto come “gateway”>
Tre: I documenti.
Il filo comune tra i vari interventi è stato la richiesta di finanziamenti. Ma questo presuppone la presenza di documenti, come: analisi di mobilità svolte, progetti integrati presentati, business plan, vas. Ci si chiede se sono stati prodotti da parte degli Enti che sono intervenuti. Il tema della audizione era la richiesta <al Governo di definire un piano generale di trasporto multimodale in alternativa alla realizzazione del ponte sullo Stretto>. Quindi ci si aspettavano documenti unitari e omogenei, a partire dal fulcro mobilità nello Stretto, e invece solo richieste di soldi.
Quattro: La mobilità.
È dalla stesura delle linee guida del piano generale della mobilità (governo Prodi 2007) che finalmente, anche in Italia, per affrontare un tema di trasporti si parte dall’analisi della mobilità, cioè chi e cosa si muove (dove, come, quando, perché), si verificano le alternative disponibili (servizi individuali e/o collettivi, pubblici e/o privati) e quindi si passa a valutare (sulla base di chi e cosa si muove) le azioni che bisogna promuovere sull’offerta (progetti di servizi e di infrastrutture) nel breve, nel medio e nel lungo termine, per raggiungere gli obiettivi. È finita una volta per tutte la lavagna di Vespa. Invece niente di tutto questo. I pochi numeri sulla mobilità che si sono sentiti sono vecchi di anni, triti e ritriti. Eppure anche gli indirizzi per il piano della Calabria del 2009 hanno al centro la mobilità; la Commissione Trasporti svolge l’audizione sulla MOBILITA’.
Lo abbiamo chiesto e lo richiediamo: quali monitoraggi sono in corso per sapere cosa accade nello Stretto? Cosa accadrà a breve termine? A medio e lungo termine? Quale/i degli enti che hanno parlato ha/hanno questi numeri? Solo avendo i numeri della mobilità (nel tempo e nello spazio) si può parlare di progetti e di piano integrato composto da vari progetti. Tutti gli Enti sono pieni di dirigenti, di macchine blu, ma chi ha fatto questo monitoraggio? Chi conosce la mobilità attuale e futura?
Cinque: I progetti
Supponendo che le analisi di mobilità siano state svolte, si arriva finalmente ai progetti. L’area dello Stretto è all’interno del progetto prioritario 1, ed è nel nuovo corridoio core europeo, quindi può partecipare ai finanziamenti che ogni anno l’UE mette a gara tra chi si trova in queste condizioni. L’anno scorso nessun progetto è stato presentato per lo Stretto da nessuna amministrazione Statale, Regionale, Provinciale, Comunale, Portuale. Quest’anno il bando è stato pubblicato l’11 dicembre, scade l’11 marzo 2014, sono disponibili 350 milioni. Per chi non ha progetti pronti ne sono previsti 70 per redigere i progetti. Per chi non conosce l’inglese sono previsti 2500 euro per la traduzione. Insomma per avere dei soldi bisogna pur chiederli. Nelle audizioni non è stato citato alcun progetto in corso di presentazione.
L’aspetto interessante dei bandi UE, è che verranno pubblicate non solo le proposte che vincono, ma anche quelle che partecipano. Quindi nei prossimi mesi, vedremo chi tra gli enti titolati ha presentato qualcosa e cosa.
*Docente di Trasporti e Logistica, UniRC