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OPPIDO. Don Rustico: se li processano sarò accanto a loro

OPPIDO. Don Rustico: se li processano sarò accanto a loro

odr     «In questo periodo piace molto il sacerdote che fa le manifestazioni, partecipa ai cortei, lancia slogan che hanno un certo effetto. Io scelgo la strada del silenzio e della mediazione, nessuno in questi giorni ha detto che sono presidente di una cooperativa che si occupa di beni confiscati, "Il Segno"».

Torna a parlare don Benedetto Rustico, il parroco di Oppido Mamertina, accusato di non aver fatto nulla per evitare che la processione della Madonna delle Grazie si fermasse davanti all'abitazione del boss Giuseppe Mazzagatti. Don Rustico concede una lunga intervista a Gaetano Mazzuca, sulle colonne de "La Stampa".

Il prete non ha dubbi: «La processione ha sempre fatto lo stesso percorso, da decenni fa quel mezzo giro in prossimità di corso Piemonte, si faceva già molto prima che la famiglia Mazzagatti si trasferisse in quella strada». Per lui, insomma, quell'inchino non vi è mai stato, ma si è trattata di una sosta del tutto regolare. Il discorso del sacerdote si allarga.

Dopo 25 anni trascorsi a Milano, il ritorno a Oppido, dove don Rustico conosce tutti o quasi. «Stamattina - spiega al giornalista - sono andato al bar e il caffè me l'ha offerto una persona il cui figlio è in carcere. Secondo lei non avrei dovuto accettare o forse per questo sono un affiliato?».

È qui che l'idea di Chiesa del parroco di Oppido viene fuori in tutta la sua essenza: «Per me la 'ndrangheta si combatte agendo sull'humus nel quale si sviluppa. Gli arresti non servono, la situazione non è cambiata, bisogna dare risposte, lavoro e giustizia, ma quella giusta, le sembra normale che due ragazzi siano stati assolti dall'accusa di omicidio dopo 13 anni».

Il prete non risparmia strali neppure sulla Dda di Reggio Calabria: «Si criminalizza e basta. Tra i portatori della statua della Madonna che sono finiti sotto inchiesta c'è chi ha avuto un tumore e ha fatto un voto e c'è anche chi ha avuto problemi con la giustizia, ma la redenzione è per tutti».

Poi l'annuncio: in caso di processo, «saremo al fianco di questi ragazzi, ci costituiremo con loro non possiamo abbandonarli, perché non hanno fatto niente».

L'ultima battuta il parroco la riserva al maresciallo dei carabinieri, Andrea Marino, colui il quale ha abbandonato la processione al verificarsi dell'inchino. Il sottufficiale dell'Arma, prima della processione parlò con i membri della commissione della festa per evitare soste soggette a fraintendimento. Ha parlato soltanto con qualcuno. Poi bisognerebbe capire un'altra cosa: se il suo era solo un consiglio o un ordine. Ci conosciamo da tempo con il maresciallo e ci siamo sempre confrontati nel reciproco rispetto. Per esempio, so che lui non è d'accordo quando facciamo le preghiere per i detenuti, ma lui è un carabiniere e deve fare il carabiniere, non il prete. Il prete sono io».