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REGGIO. Una donna sindaco nella città dei maschi. CALABRÒ

REGGIO. Una donna sindaco nella città dei maschi. CALABRÒ

dnn      di ANTONIO CALABRÒ - Cosa c’è di veramente odioso nelle numerose candidature a sindaco di Reggio Calabria ? Semplice: neanche un candidato donna.

Cosa significa questo, e come può essere interpretato?

Uno. La città di Reggio Calabria è popolata da donnette, nessuna delle quali provvista delle doti necessarie. Colpa loro quindi, che non sono state capaci di evolversi come è accaduto nel resto del mondo occidentale, se alle responsabilità civili e sociali preferiscono il ruolo canonico di mogli, madri o amanti, se preferiscono custodire i focolari o riscaldare i letti dei valorosi grand’uomini che da secoli scrivono la storia cittadina.

Due. le donne preparate e capaci ci sono, ma il maschilismo imperante e prepotente, per quanto mascherato, le relega forzatamente a ruoli di secondo piano, a segretariati particolari – anche con gravi responsabilità, però con esclusiva funzione di parafulmini, come è accaduto drammaticamente – a Miss da esibire o a rompiscatole permanenti. In effetti Reggio, con il suo ambiguo modo d’intendere l’onore, è effettivamente una città fallocrate e probabilmente non cambierà per qualche centinaia di anni ancora.

Tre. Reggio ha bisogno di una guida dura e severa, condizione riscontrabile soltanto in un maschio “alfa”, di un capobranco di una banda di gorilla o di bisonti. È la natura che detta le norme, anche quelle della politica; avete mai visto una leonessa guidare i leoni? Inconcepibile. I Partiti e i Movimenti, è noto, sono molto attenti alle regole che guidano il mondo animale.

Quattro. l’enorme superiorità culturale della città rispetto al resto del mondo la pone già nel futuro, un futuro che, per forza di cosa, si riallaccerà con il passato, rimarcando la superiorità del sesso maschile, la condizione peccaminosa naturale dell’essere donna e l’enorme divario di logica e di comprensione tra i due sessi. Se non ci fossero le donne gli uomini parlerebbero con Dio, sosteneva un linguacciuto ciociaro dei tempi antichi. Certo, la sua lingua finì poi infilzata proprio da una rappresentante del gentil sesso, ma questo è un particolare da poco.

Cinque. gli uomini attuali hanno paura delle donne, e questa paura, questo terrore atavico di far perdere al proprio organo sessuale il ruolo di maestro d’orchestra, questa folle angoscia per l’evirazione del potere e del controllo, li spinge a cercare conferme e sicurezze che si traducono in esclusione. Nessun reggino è disposto a prendere ordini da una donna. Privatamente è tutta un’altra storia, lo sappiamo, ma la politica – e il potere – sono notoriamente elementi pubblici.

Sei. Reggio è una città socialmente e politicamente immatura.

Sette. Reggio è una città di scemi.