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I sei morti dell'apocalisse della Limina. CRIACO

I sei morti dell'apocalisse della Limina. CRIACO

apocal      di GIOACCHINO CRIACO - Altri sei morti sulla Jonio-Tirreno.

E come tutte le volte, le dita di chi sta fuori corrono ai tasti del telefono. L’egoismo fa tirare un sospiro di sollievo quando parenti e amici rispondono ai primi squilli. Per altri non sarà così. E’ una tortura continua e a volte l’imprudenza umana è tanto grave che non si ha con chi prendersela se non con chi è vittima e anche carnefice.

Più spesso, lo sappiamo chi è il responsabile; noi che siamo nati sui tratturi della Locride, e della Calabria, conosciamo bene l’infamia del nostro sistema viario, contiamo da sempre le croci su tracciati che pomposamente vengono chiamati statali, provinciali e addirittura autostrade.

Fa male parlare di lutti, la voglia di non scriverne è alta, sono cose che si fanno a caldo o mai più. Ma sei morti non sono un incidente stradale, è una strage. Ecatombi che si succedono a cadenze regolari, una conta orribile di una regione quasi in guerra che dentro ti addensa un odio cieco. L’Italia è in balia delle alluvioni e da noi i morti piovono così, su una strada che dovrebbe unire due mari, che per la Locride rappresenta l’unica apertura verso il mondo ed è in realtà un girone infernale nel quale ci si immette col segno della croce, credenti e non.

E a quanti a Roma credono che il problema calabrese da risolvere sia solo quello criminale, bisognerebbe farglielo fare un giro sulla giostra della 106, un saliscendi sulle montagne russe della Jonio-Tirreno e una bella gimkana notturna sulla A3, pedaggio compreso; bisognerebbe fargli assaggiare le locomotive diesel, gli ospedali, le strade, il lavoro.. li si dovrebbe far vivere in Calabria per una sola settimana per mostrargli che non è un posto normale.

E a noi dovrebbe entrare in testa che non arriverà mai la cavalleria da fuori, che o ce lo costruiamo da soli un posto normale o continueremo a contare croci e segnarci la fronte. E per quelli che a fine mese corrono alle regionali per mutare in meglio il nostro destino.. prima di poggiare le terga sulla poltrona che vi sarete conquistato, fatevela una corsetta sulla Limina.