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REGGIO. Il PM Lombardo dopo le minacce: Non cambio i miei programmi di lavoro

REGGIO. Il PM Lombardo dopo le minacce: Non cambio i miei programmi di lavoro

Lombardo      Sobrio e determinato, consapevole della delicatezza del lavoro che svolge, il Pm Giuseppe Lombardo, al quale le cosche hanno fatto sapere che hanno per lui 200 chili di tritolo per farlo saltare in aria, ha parlato con la redazione dell'Ansa della Calabria.

''Non credo di dover cambiare i miei programmi di lavoro. Anzi, le attività legate alla mia responsabilità di pubblico ministero non sono state certamente ridotte o rimandate per l'episodio di intimidazione di cui sono stato ulteriormente destinatario''.

Com'è noto non è la prima volta che Lombardo viene pesantemente minacciato.

''E' un episodio inquietante - ha aggiunto il Pm - anche perché è l'ultimo di una lunga serie di episodi del genere. Un gesto che dimostra l'eccessiva 'attenzione' di determinati ambienti criminali sul lavoro che svolge la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Ovviamente non cederemo ai 'consigli' di chi vorrebbe interrompere un determinato percorso perché' credo anche alla funzione sociale che riveste la magistratura''.

''Le persone e l'opinione pubblica in generale - ha concluso Lombardo - avranno la possibilità di comprendere fino in fondo la forza e la pericolosità di particolari fenomeni criminali solo se saranno dotate di quelle lenti d'ingrandimento che giudici e forze di polizia sono in grado di fornire''.

Lombardo, anche stamani, si è presentato nelle aule del palazzo di giustizia di Reggio Calabria per rappresentare l'accusa in vari dibattimenti. Il pm rappresenta la pubblica accusa nei processi scaturiti dalle indagini sulla 'Multiservizi', la società mista la cui gestione aveva portato allo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Lo stesso ruolo lo svolge, inoltre, nel processo 'Breakfast' in cui sono imputati gli ex parlamentari di Forza Italia Amedeo Matacena a Claudio Scajola da dove emerge tutto il sistema delle attività imprenditoriali che l'armatore avrebbe organizzato per accaparrarsi, secondo l'accusa, i grandi lavori pubblici a Reggio Calabria. (fonte ansa)