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Rischio-banlieue: Bologna è assai peggio di Reggio. ARITO

Rischio-banlieue: Bologna è assai peggio di Reggio. ARITO

banlieuesdi AURELIA ARITO - Banlieue in francese significa quartiere.

Il termine è diventato in Europa famoso dopo un film che ha raccontato il rischio delle periferie invase da cittadini stranieri. In quei contesti, a causa dell’immigrazione clandestina (gli immigrati non clandestini hanno un tasso di criminalità identico a quello di tutti gli altri cittadini) s’inseguono fenomeni di degrado: droga, prostituzione, criminalità, razzismo, emarginazione e conflitti sociali diffusi che trasformano le periferie in nuovi ghetti simili all’inferno.

Come stiamo in Calabria e al Sud rispetto a questi fenomeni che condizionano la vita delle comunità, non soltanto con riferimento ai Banlieue? La fondazione Moressa Emergenza ha fatto uno studio che propone non poche sorprese. Per sintetizzare: Bologna è più pericolosa di Reggio Calabria, Milano più invivibile di Napoli.
I sociologi di Moressa Emergenza hanno messo insieme tre indicatori che insieme indicano il fattore di rischio: numero di immigrati e dei delitti, diseguaglianze di reddito, spese per l’integrazione.

Bologna, tenendo conto di queste coordinate, è il cuore dell’inferno. La differenza di reddito tra italiani e stranieri l’anno scorso ha superato gli 11mila euro; ci sono stati 66 arrestati ogni mille immigrati residenti, i detenuti sono per il 51% stranieri, il tutto mentre precipita la spesa pubblica per l’immigrazione.
Milano se non è il centro dell’inferno è lì vicino: ha la più alta concentrazione italiana di immigrati (17,4%) che vivono per il 95% nelle periferie. Seguono Genova, Roma, Torino, Firenze.
Tutte queste città sono sopra il tasso medio di rischio italiano che è a cento.
Sotto invece Reggio, Napoli e Bari che hanno intanto una bassa percentuale di stranieri. A Reggio nel 2013 è stata alta (rispetto alla altre città italiane) la quota per l’integrazione sul totale delle spese sociali (9,9%). Napoli ha una bassissima incidenza di immigrati, 9%. Bari ha la più alta spesa pro-capite per l’immigrazione (521 euro). Queste condizioni hanno un ritorno nel tasso di vivibilità generale (quindi per tutti i cittadini, stranieri e no) del quartiere. Se a Bologna, dove si sta peggio, il rischio-banlieue è 127 a Reggio, dove c’è la situazione migliore, precipita a 71. A Milano è 122 e a Bari 79. A Genova 119 e a Napoli 81.

P.S. Lo studio di Moressa Emergenza arriva quasi in contemporanea con la tradizionale valutazione del Sole 24 sulla vivibilità nelle città italiane. In quella classifica Reggio non è ultima perché è battuta da Agrigento e tutte le città del Mezzogiorno sono per condizioni di vivibilità molto al di sotto delle città del Nord. E arriva pochi giorni dopo la diffusione, da pare del ministero dell'Interno, di uno studio che riconosce un netto peggioramento della pericolosità in città come Milano e Roma che nelle classifiche del Sole, invece, migliorano le rispettive performance. Sole 24 ore ha il vantaggio della periodicità. Fa le stime da anni ed è quindi possibile verificare, essendo i paramentri fissi, se una città miigliora o peggiora. Invece, rispetto al dato generale e assoluto, è molto discutibile perché sempre sono discutibili i criteri con cui si scelgono gli indicatori per arrivare a un giudizio complessivo.