Direttore: Aldo Varano    

Il trionfo di Giusy lassù tra le stelle (se posso io, potete tutti). LAX

Il trionfo di Giusy lassù tra le stelle (se posso io, potete tutti). LAX

gvrs      GABRIELLA LAX -

«Mi avete regalato un sogno. Grazie per il vostro affetto». Ringrazia con queste parole i fan che l’hanno votata. E' Giusy Versace insieme a Raimondo Todaro la vincitrice della decima edizione di “Ballando con le stelle”.

Una vittoria che per l'atleta paraolimpica reggina assume un significato inedito nella competizione ideata da Milly Carlucci. «Dedico la vittoria alla mia famiglia, a quelli che mi hanno sostenuto – spiega la Versace in lacrime- alla mia squadra e a Paolino Nava che ci teneva tanto che partecipassi e che è morto un mese prima che iniziassi».

Un'altra sfida vinta per la Versace che ha perso le gambe in un incidente stradale nel 2005. Non solo però ha ripreso a camminare. Grazie a particolari protesi ha iniziato a correre ed a gareggiare ad alti livelli, superando record internazionali. E così è stato anche per la partecipazione a “Ballando con le stelle”. «La mia vita mi è sembrata come le tessere di puzzle - racconta la Versace – l’incidente li ha mandati in aria e da allora cerco di aggiungere pezzi al puzzle. Questa mia partecipazione è un altro tassello che s’aggiunge».

Una vittoria meritata per l'abnegazione e le convincenti performances che mai come in questa occasione si può dire sia arrivata “un passo alla volta”. La prima puntata ha emozionato tutti, per la prima volta dopo l'incidente si ritrova a ballare coi tacchi. «Mamma – grida guardando la platea – hai visto? Ho rimesso i tacchi. Il mio cervello aveva dimenticato questa sensazione». Ma il momento più toccante certamente è stato la perdita di una delle protesi durante l'esibizione. «Menomale che non ho preso nessuno in testa». Con l'ironia ed il sangue freddo la Versace, sorretta dal partner Todaro aveva dissimulato la rabbia. Spirito di competitività che ha portato la Versace ad esibirsi con le protesi ben in vista con tanto si Swarosky sotto il tulle del vestito di scena (non per velleità) ma perché necessarie per affrontare nel migliore dei modi il ballo prescelto per la gara. «Vorrei che la gente capisse che se ce l’ho fatta io possono farcela tutti» continua a ripetere nelle trasmissioni di sabato in sabato. Uno spirito che l'ha portata negli anni ad organizzare a Reggio Calabria la corsa della felicità, l'Happy Run.

Un messaggio di amore, di dolcezza e di forza quello trasmesso la Versace. Non la votano i giudici ma hanno belle parole riservate alla Versace. «Dieci non è sufficiente» afferma Guillermo Mariotto. Per Caroline Smith, capo giuria: «Giusy esegue tecnicamente i passi meglio di chi ha le gambe». Quinta vittoria del titolo per Raimondo Todaro, ma certamente anche per lui, questa sudata competizione resterà dal sapore speciale...Per la Versace le gare non finiscono mai. E’ pronta a competere per la Paraolimpiade di Rio nel 2016 perché spiega «Non si può e non ci si deve arrendere, anche davanti a situazioni che non vorremmo affrontare. E’ uno dei messaggi che mi piace cercare di dare anche con quest’esperienza».