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REGGIO. E la neve porta via l’anno vecchio. Auguri a tutti. CALABRÒ

REGGIO. E la neve porta via l’anno vecchio. Auguri a tutti. CALABRÒ

la neve a Reggio       di ANTONIO CALABRÒ - L’alba ci ha sorpreso. Fredda e

secca come metallo temprato. Un bagliore pallido illumina i primi chiarori; il gelo sulla pelle, milioni di punture di aghi roventi. Esci fuori e la vedi, la città sul mare, coperta da una coltre sottile di neve, innocente come la farina delle nonne, tenue come una suonata di Chopin, luminosa come se si trattasse di una Luna disciolta e polverizzata in mille rivoli candidi.

Nuovi fiocchi impazzano: si dondolano nell’aria, a volte sembrano restarsene immobili, altre volte svolazzano allegri ed imprendibili. E le collinette panciute diventano Presepi, e il fortino sulla collina è un castello delle leggende, e la Via Marina è un luogo in Russia perduto nel gelo dell’Artico ed invece è qui, ed è più la sorpresa di ogni altro sentimento.

Nella terra del Luglio permanente, nella regione neo-tropicale, il tempo segue il percorso degli uomini e diventa schizofrenico. Ma l’effetto è piacevole, è l’effetto di una torta di panna su un ragazzino, infervora, scuote, rallegra. Sorridiamo alla neve con i volti stanchi del vecchio anno e pensiamo alle belle novità che ci porterà il prossimo. Se nevica nello Stretto ogni cosa può accadere.

Salutiamo il 2015 seppellendolo nella storia sotto un manto di neve inedita, e confidando nella rinascita primaverile. Il tempo scorre veloce, e nessuno sembra curarsene più. Ma se ripensiamo alla città di uno o più anni fa sembrano passate ere geologiche. Tutto cambia in fretta, tutto passa e termina in fretta, come una nevicata sul mare alle nostre latitudini, che è un evento straordinario, dura poco, ma contribuisce a tenere vive la possibilità statistiche sui veri limiti dell’impossibile. E se è possibile quindi che la neve copra Reggio Calabria trasformandola in cittadina Norvegese, non è altrettanto possibile che questa città modifichi il percorso della sua storia?

Non è possibile, per un attimo, sperare che i reggini diventino finalmente adulti e riscattino ogni maldicenza e ogni verità aspra e finalmente vivano con l’idea di comunità ben chiara ?

Tutto è possibile; se nevica sullo Stretto, ogni ostacolo alla nostra volontà e alle nostre aspirazioni è puro pregiudizio. Questo ha rappresentato l’inedita nevicata. Quindi Buon 2015, Reggio, che sia migliore del 2014 !