Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Oggi nasciu l’amuri, quell'impegno straordinario di chi aiuta i malati. NUCERA

REGGIO. Oggi nasciu l’amuri, quell'impegno straordinario di chi aiuta i malati. NUCERA

solidarietà      di IDA NUCERA - Presso il Teatro Oden martedì 30 è stato presentato il recital “Oggi nasciu l’amuri” per sostenere due progetti, il “Link Up Care” per le cure palliative ai malati terminali ed il progetto Missioni in Madagascar, a cui verrà devoluta la somma raccolta nel corso della serata. Sono stati uomini e donne che ogni giorno testimoniano con scelte di umanissima “normalità” la cura e la dedizione per il prossimo: La Comunità “La sorgente” che si trova nei pressi di Pavigliana, la Fondazione “Via delle Stelle”, facente capo all'Hospice di Reggio Calabria e la “Compagnia della gioia”della parrocchia di Cannavò. Il progetto “Link Up Care” ha l’intento, come ha spiegato il presidente dell’Hospice, il dott.Vincenzo Trapani Lombardo, “di garantire l’accesso alle cure palliative, attraverso un percorso per il malato e i suoi familiari…. Perché molta gente crede ancora che all’Hospice si venga per morire, ma non è questo, c’è tutto un cammino che non sempre finisce con la morte. Offriamo un’assistenza spirituale, umana, psicologica che aiuta a migliorare la vita dei pazienti”. La comunità “La sorgente”, di cui parlerà uno dei fondatori, da tempo mette in scena lavori teatrali ispirati al Vangelo insieme alla “Compagnia della Gioia” per sostenere don Claudio in Madagascar.

Il “cuore” di questo evento non è soltanto la finalità benefica, ma sta anche nella scelta di un lavoro teatrale, proposto in vernacolo e “liberamente” tratto da un romanzo, “L’ombra del Padre” di Jan Dobraczynski edito da Morcelliana. L’autore di questa trasposizione è Basilio Di Lorenzo, che ha superato in modo eccellente, una doppia prova: trarre un lavoro teatrale in tre atti e per giunta in dialetto, da uno di quei libri che lasciano il segno, nel quale, chi scrive, si è imbattuta diversi anni fa. E’ una rilettura sapiente dei vangeli, in particolar modo, di Giuseppe, l’uomo dei sogni, che non resta schiacciato dal peso di una notizia più grande di lui e sceglie di rimanere con Maria ed il Bambino che porta in grembo, come “l’ombra del padre”, appunto. Non solo il romanzo entra nelle pieghe più profonde di una paternità oblativa e gratuita, attraverso pagine di intensa e attuale umanità, ma tocca le corde di tutti, perchè le domande che Giuseppe drammaticamente si pone, anche in relazione al suo di padre, sono quelle di sempre: “…in distanza lo vedeva meglio. Troppo tardi rimpianse ogni momento vissuto al capezzale del padre, ogni momento trascorso nel silenzio senza riuscire ad avvicinarli l’uno all’altro… gli anni di silenzio non avevano spento i sentimenti del padre. Avrebbero potuto spegnerli? Un padre è colui che non cessa di attendere…” .

Basilio Di Lorenzo quanto il libro di Dobraczynski ha lasciato traccia nella sua vita?

Tanto, di Dobraczynski conosco anche altri suoi libri, ma questo l’ho letto molte volte, tanto da farlo diventare ogni Natale per la nostra comunità una sacra rappresentazione dove ciascuno aveva un ruolo e l’ultimo nato era Gesù… lo spettacolo all’Odeon è stato per molto tempo il nostro Natale…un’esperienza maturata dal 93 al 2000.

Come nasce l’idea del recital teatrale in vernacolo?

Amo il teatro e negli anni 70, insieme a Mario Zolea abbiamo portato in giro per la Calabria, una altra rappresentazione teatrale, Beati vui, dove la frase in dialetto altro non è che il vangelo delle Beatitudini.

La comunità “La sorgente” di cui fai parte di quante famiglie è composta e com’è nata?

Attualmente siamo sei famiglie che, hanno desiderato nel lontano 1989, dopo alcune esperienze associative nelle proprie comunità parrocchiali, vivere un’esperienza comunitaria più coinvolgente, dando vita ad una piccola Comunità cristiana di famiglie, dedicata a Maria.

“Comunità”, intesa come un insieme di persone che, in nome della propria fede, sono disposte a “mettere in comune” nel quotidiano, le proprie energie, il proprio entusiasmo e anche una parte delle proprie risorse economiche; “vicini di casa” che si incontrano per condividere beni spi-rituali e materiali, ricevuti in dono come talenti da trafficare;

“cristiana”, perché solo guardando Gesù, “Sorgente” d’Amore, si poteva intraprendere un’insolita esperienza di comunione e missione, vissuta nella Chiesa e per la Chiesa universale. Oggi ci proponiamo di promuovere con semplicità alcune iniziative che hanno lo scopo di far conoscere l’esperienza, allargando il confronto con altre famiglie e rendendoci disponibili ad eventuali spazi di servizio. Sono frequenti i gruppi parrocchiali o scouts che vengono a trovarci.

Ci vuole molta creatività per riproporre il libro … può spiegarci meglio cosa l’ha ispirato nel renderlo attuale?

La novità sta nel fatto che ho pensato ad un anziano artigiano, nel quale mi riconosco e che interpreto. Insieme alla moglie, egli racconta ad alcuni bambini la vicenda della Sacra Famiglia davanti al presepe che ha costruito … Assiste un giovane macellaio, che poi scopriremo solo in conclusione, vive in segreto un dramma interiore, al racconto evangelico, questo personaggio muove critiche, non credendo al Natale come momento spirituale. Nel corso dei tre atti, oltre alla figura di Giuseppe, emergono vari aspetti, come il corteggiamento di Maria e le nozze. Per noi non c’è solo la passione, ma anche la missione, l’annuncio evangelico.

Come nasce il rapporto con l’Hospice?

Ci è stato chiesto di rappresentarlo anche perché alcune persone della comunità lavorano presso l’Hospice. Noi già da tempo sosteniamo un progetto missionario in Madagascar, loro sostengono quello delle cure … così abbiamo unito le forze….sperando di lasciare qualcosa in ciascuno dei presenti…

…perché il racconto della Storia del Natale, della grotta dove “Nasciu l’amuri”, parli “alle storie di ciascuno”, anche quelle di sofferenza e fatica, entri nei cuori degli “spettatori ad uno uno”, come dice Mario Zolea, vendendo fuori dal pubblico a sorpresa, per concludere la serata in un caldo clima di coinvolgimento e gioia.