Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Dove vai? Vendo Pesce! Terreti e le Poste (alva)

REGGIO. Dove vai? Vendo Pesce! Terreti e le Poste (alva)

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-Dove vai?

-Vendo pesce!

La battuta, non se ne abbiano a male di dirigenti delle poste calabresi acquartierati in via Miraglia a Reggio, me l’ha ricordata la nota da loro diffusa il 9 febbraio mentre in città migliaia di persone leggevano con gli occhi strabuzzati l’articolo firmato da Rosa Chilà su Zoomsud.

La signora Chilà racconta che a Terreti e dintorni, un’ampia porzione del comune di Reggio dove abitano oltre mille persone che avremmo difficoltà a tagliare e far sparire con un colpo di forbice, le Posta italiane stanno chiudendo. Per sempre. Anzi, stanno semichiudendo perché erano soltanto semiaperte per tre giorni la settimana. Eppure le Poste in territori come Terreti erano come l’arrivo dello sceriffo nei paesi del West: arrivava lo Stato. Spesso solo le Poste dove mancavano la farmacia e la Stazione dei Carabinieri.

Se riuscissimo a eliminare in qualche modo il surplus di quel migliaio di cittadini, il problema non ci sarebbe. Ma ci sono e le Poste per giustificare la chiusura dell’ufficio di Terreti ci fanno sapere che si chiude anche in un altro sacco di posti.

Di divertente, se la cosa non facesse male a un sacco di persone che si vedono privati di diritti che vengono dal pagamento delle tasse, c’è la pretesa sbandierata dalle Poste che chiudendo Terreti in realtà si sta “puntando parallelamente a migliorare i servizi di rete con l’obiettivo di garantire un servizio complessivo sempre più efficiente con la domanda dei cittadini”.

Appena saputo a Terreti che gli chiudevano la Posta per fargli un favore migliorando il servizio, si sono iniziate a raccogliere le firme. A Terreti vogliono Poste sporche, brutte e cattive. E possibilmente presenti.

P.S. UNO. C’è anche l’ipotesi che la nota stampa abbia utilizzato Terreti per un atto di ribellione dei dirigenti reggini delle poste per informare la cittadinanza reggina di quanto sta accadendo. Si legge nella nota:

“Gli interventi di chiusura sul territorio calabrese interesseranno 22 uffici postali: 1 in provincia di Catanzaro (su un totale di 125 uffici); 15 in provincia di Reggio Calabria (totale uffici 179); 3 in provincia di Cosenza (totale uffici 236); 3 in provincia di Vibo Valentia (totale uffici 64)”.

E’ come se da via Miraglia (dove c’è la direzione delle Poste) si sia voluto far sapere che il 75% dei tagli dell’intera Calabria ricadono nella sola provincia di Reggio. Il che pare decisamente squilibrato e anomalo. Comunque necessario di una qualche giustificazione. A Proposito: chi e da dove ha deciso i tagli? Da chi è firmato quel Piano?

P.S. DUE. E’ vero, come si affaticano a dir tutti che non vi saranno taglio di posti di lavoro. E questo ci tranquillizza. Ma è anche vero che quando si parla di servizi vengono prima gli interessi collettivi delle comunità e poi tutto il resto. Non è bello che nessuno si occupi delle vicende quando nel mezzo ci sono soltanto i cittadini. (alva)