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LA LETTERA. La signora Maria, tra diritti acquisiti e prepotenze vincenti

LA LETTERA. La signora Maria, tra diritti acquisiti e prepotenze vincenti

Salita Arghilladi ANGELA NUCERA* - (rep) È proprio così, a vivere in questa terra, in questa città ci si può ritrovare spesso a non poter godere dei diritti acquisiti.
Se poi, a farne le spese, è una donna vedova, e non più nel fiore degli anni, è più allarmante. È la storia della Sig.ra Maria Romeo in Nucera che, fin dal 1975, dopo anni di richieste, nel 2006 diventa col marito assegnataria di alloggio Aterp.

Che dire, alla lunga, il diritto prevale.

Tutto più o meno "normale", non fosse che il marito della Signora Maria viene a mancare dopo pochi anni dall’assegnazione del tanto agognato, e necessario, alloggio nel "Villaggio Arghillà".

Certo non è Beverly Hills ma la Signora Maria, confortata da chi le assicurava la vivibilità del quartiere e avendone, peraltro, la necessità in quanto percettrice di sola pensione sociale, decide di perseverare e rimanere nell'alloggio in questione.

Ma la Signora Maria non godrà mai pienamente del suo diritto subirà, infatti,  numerosi atti vandalici sull’auto della figlia disoccupata che l'accudisce, mantenuta, anche questa, con la pensione  sociale, l'intrusione all'interno dell’abitazione con la sottrazione di tutti gli effetti  strettamente personali (fedi di matrimonio e altro) e danni  causati dagli inquilini abusivi dello stesso stabile. La Signora Maria, da cittadina modello, che paga le tasse e, regolarmente, con esse anche i canoni  dell’alloggio, ha denunciato tutto alle autorità competenti. Giusto, la  Signora Maria si aspetta la risposta delle istituzioni.

Ma alla fine la risposta non arriva e la Signora Maria, chiavi in pugno,  si vede costretta, per tutelare la sua incolumità, a presentarsi  all’Aterp  e rinunciare al tanto agognato diritto che non potendo  essere goduto è inutile mantenere. Certo, non senza tentare l’ultima  strada. Sì, perché la Signora Maria legge, a differenza dei molti  abitanti del “Villaggio” e della City, e, di recente, ha appreso di un sopralluogo in altri agglomerati popolari della città dove sono stati riscontrati alloggi vuoti, subaffittati e assegnati a chi non ha diritto. Chiede allora ad Aterp di poter usufruire di un cambio  di assegnazione, magari qualcuno in città si vorrà ricongiungere con  qualche parente ad Arghillà, ma l’impietosa risposta dell’addetto, uno  che forse non legge ma sa, è stata: “Signora, non c’è nenti”.

E così la Signora Maria rinuncia formalmente all'alloggio e trasloca, ma l'ultima formalità è il sopralluogo con i funzionari Aterp per il verbale di consegna da fare in loco, previsto dopo una settimana. 

Ma ecco, dopo il danno, la vera beffa: all'atto del sopralluogo i funzionari e la Signora Maria troveranno in casa i nuovi inquilini, autoassegnatari per legge divina! 

E in questo modo la storia si ripete i cittadini, quelli veri, quelli  che sono convinti di vivere in un luogo dove esistono le regole e le  istituzioni che le fanno rispettare, diventano i diversi, gli  inappropriati, gli ingenui, i deboli; di contro gli incivili, i prepotenti, i ladri, gli arroganti, gli impuniti e quelli che il “dormire sotto le stelle” ce l'hanno nel Dna, diventano i tutelati. Viva l’Italia, viva Reggio Calabria, viva Arghillà, viva i Rom, abbasso la Signora Maria, abbasso il diritto.

*(Figlia, disoccupata, della Signora Maria)