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REGGIO. Comune classificato area nera. Noi, 30 mega; gli altri oltre 100

REGGIO. Comune classificato area nera. Noi, 30 mega; gli altri oltre 100

banda larga    ROSA CHILÀ -

C’è una notizia, per me di particolare emozione/rabbia, che vorrei condividere con chi ancora non l’ha letta.

Infratel Italia S.p.A. (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia) è stata costituita su iniziativa Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

La notizia non è questa.

Come si evincere dal relativo sito, consultabile all’indirizzo in calce riportato, “nel Comune di Reggio di Calabria non sono previsti interventi pubblici di infrastrutturazione per la banda ultra larga perché già servito, o nei piani di investimento, di più operatori di rete con servizi a banda ultra larga.”

Parrebbe, quantomeno, giunta a conclusione l’ormai stoica vicenda relativa alla mancanza della banda larga in talune zone prive di un servizio divenuto essenziale.

Grazie a ciò, Reggio Calabria, potrebbe anche guadagnare qualche punto in almeno una di quelle classifiche che la vedono collocata sempre all’ultimo posto.

Anzi, senza attendere le classifiche. Ci pensa il sito.

Reggio Calabria è “Comune classificato come area nera” ossia godrà di soli 30 mega nello stesso momento in cui, il resto del mondo, si appresta a superare i 100 mega di velocità di navigazione.

Questo è, ma non è tutto.

Grazie al codice commessa “CLRPFESRTERF”, fondi “FERS”, e con ben tre codici tratta “CLRSFARASI000001, CLRSFSRGDIRCTRCC, CLRSFTERRETI0001”, la “banda larga” a Terreti (per quel che mi riguarda) risulta REALIZZATA e lo stato del servizio ATTIVO.

ATTIVO?

Per niente! Qui non è attivo un bel nulla anche se già dalla fine dell’anno 2012 è stata inaugurata la posa in opera della fibra ottica.

Esaminando attentamente i vari scritti riportati nel citato sito si legge una frase digitata in grigetto chiaro quasi invisibile: “La fibra spenta viene concessa a condizioni eque e non discriminatorie agli operatori che ne fanno richiesta.

Ma che vuol dire?

Un’accozzaglia di informazioni, un dire per poi contraddire, un far risultare che poi all’atto pratico non risulta.

Signori che, in ottemperanza all’incarico affidatoVi, Amministrate il territorio (dal Comune, passando per la Provincia sino a giungere alla Regione) perché non smuovete quella parte di orgoglio di appartenenza e cercate di capire cosa gli altri fanno di noi pretendendo, se non il meglio, quantomeno il poco dovuto?

A chi giova questo misero giro di parole ed informazioni?

I fatti urlano e tutto ciò che ha una pessima ricaduta territoriale è una bandiera nera visibile da ogni angolo del mondo.

Suvvia, fate e fateci sapere.