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TRASPORTI, in Calabria è Terzo Mondo

TRASPORTI, in Calabria è Terzo Mondo

Cz-Lamezia   dI FILIPPO VELTRI -

La mozione su Trenitalia (presentata da Flora Sculco) approvata dal Consiglio Regionale qualche settimana fa sull'esclusione della Calabria da parte di Trenitalia dal piano di assunzioni nazionale, pone l’accento su una questione centrale per la Calabria, al pari della sanita’ e del lavoro. Siamo, cioe’, a livello di terzo mondo.

Parliamo solo di sanita’ come emergenza unica della nostra terra, e facciamo male.

Negli ultimi anni la Calabria sul trasporto pubblico è stata, infatti, impoverita e Trenitalia se ne infischia. Continua nella politica del ridimensionamento, tagliando corse, tratte, chiudendo stazioni e facendo quasi scomparire la Calabria dall’Italia. Basti vedere la situazione delle zone interne o la costa jonica, dove prendere un treno è un’odissea, arrivare in orario un miraggio, sperare in un convoglio pulito o con un sistema di climatizzazione è impossibile come andare su Marte.

Lo stesso presidente Oliverio sta intensificando in questi giorni le sue prese di posizione su questo problema innalzandolo a decisivo, al pari di pochi altri, per lo sviluppo della nostra terra.

La Calabria ha, infatti, il primato di una tratta (Rapporto Pendolaria 2014 di Legambiente) tra le peggiori linea ferroviaria d’Italia: la Catanzaro lido – Lamezia Terme. ‘’Si discuta pure dell’area baricentrica della Calabria, ma se da Catanzaro la strada ferrata per Lamezia è come se non ci fosse, di che parliamo?”, si e’ giustamente chiesto il consigliere regionale Graziano.

Occorre tralasciare logiche altisonanti e partire dai problemi dei pendolari che vivono condizioni insopportabili. Qui le responsabilità del passato sono pesanti, non solo in termini di negoziazione e contrattazione con Trenitalia, ma anche di investimenti e miglioramenti infrastrutturali per rendere più interessante e concorrenziale il trasporto ferroviario in tutti i suoi aspetti. La Regione oggi deve assumere atti di discontinuità.     

Poi c’e’ il trasporto pubblico locale, il vero buco nero delle risorse pubbliche di questa regione. Una voragine superiore perfino a quella della sanità. In Calabria sulle aziende pri­vate di trasporto pubblico locale su gomma si riversa buona parte dei finanziamenti pubblici. Qualche cifra: 300 milioni di euro (per gestori di servizi su gomma e ferrovieri), deliberati dalla Giunta regio­nale nel 2013 (piano di ristrut­turazione del debito) e oltre 208 milioni di euro di fondi FAS de­liberati qualche settimana prima delle regionali del 23 novembre 2014. Con questi investimenti dovremmo avere un servizio di mobilità locale efficientissimo, ma la realtà è diversa: collegamenti ferroviari quasi inesistenti da una parte e, dall’altra, scarsissimi e disor­dinati collegamenti su gomma.

Si chiede sempre il consigliere Graziano: “le centinaia e centinaia di milioni di euro del trasporto pub­blico locale erogate in questi anni dove sono andati a finire? E perché la Re­gione Calabria non fa le gare per affidare questi servizi nel mercato, così come impone l’Unione Euro­pea? La Regione (che s’è vista bocciare una sua legge in materia anche dalla Corte costituzionale) ha continuato a rinviare le gare per l’individuazione dei gestori del servizio pubblico locale su gomma. Violando sistema­ticamente le normative europee sulla concorrenza, la Regione ha rinviato ulteriormente le gare, senza specificare la data di scadenza degli attuali contratti di servizio pubblico stipulati con le società consortili. Insomma: gestori che accedono a finanziamenti pubblici senza alcuna gara pubblica, creando situazioni che monopolizzano il mercato e abbassano la qualità del servizio’’.

E dire che le società beneficiarie di questi finanziamenti, presentano il conto alla Regione Calabria non come funziona nel mercato, a servizio svolto, ma anticipatamente. Ogni tre mesi - puntualizza Graziano - le aziende che hanno un contratto con la Regione presentano il conto, indicando le linee che saranno svolte ed il totale dei chilometri che saranno effet­tuati. Ma ci sono controlli? Chi verifica se quanto di­chiarato corrisponde al vero? Ogni 3 mesi, la Regione paga 300 milioni di euro. Oltre 17 milioni di acconti sono stati elargiti nei soli ul­timi 2 mesi del 2014 per il 1° trimestre 2015. Eppure i cittadini stanno a piedi. Viaggiano su carrozze indecorose, subiscono tagli, ritardi soppressioni di corse, ecc. Hanno tutto tranne un servizio di mobilità efficiente e sostenibile.

Senza una adeguata mobilita’ non c’e’ sviluppo ma non c’e’ nemmeno civilta’ e noi siamo a questo punto dello stato dell’arte. Cioe’, come detto, da terzo mondo. Attendiamo, dunque, che i docenti di Arcavacata e Reggio Calabria, chiamati da Oliverio per il nuovo Piano regionale dei Trasporti (che manca, detto per inciso, da 40 anni), diano un’accelerata vera a questo vero e proprio disastro.