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REGGIO. Torna Civitas ed è subito riflessione, antimafia, solidarietà

REGGIO. Torna Civitas ed è subito riflessione, antimafia, solidarietà

civitas   di IDA NUCERA -

Anche quest’anno, sabato 23 maggio, torna CIVITAS, appuntamento importante per la città, nel quale Magistratura, Avvocature e Forze dell’ordine, Ordini professionali, imprenditori e informazione, discutono pubblicamente e liberamente idee, progetti, problemi e iniziative, coinvolgendo in particolare i giovani per infondere loro la cultura della legalità.

Nata tre anni fa da un’idea del presidente del Tribunale, dott. Luciano Gerardis, Civitas ha l’obiettivo di avvicinare il cittadino al variegato mondo della giustizia, in tutte le sue forme ed attraverso tutti i suoi operatori. Un esercizio di cittadinanza attiva e di democrazia partecipata che consente di sperimentare l’umanità del diritto, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Un momento di riflessione e di dialogo che trasforma un non luogo, come può essere la sede del tribunale, in un luogo aperto. Da posto tentacolare e disumanizzante in cui si muove la complessa macchina della giustizia, che in una città come Reggio fa i conti con il drammatico fenomeno ‘ndranghetista, a cui si aggiunge, l’emergenza sbarchi, a finestra di dialogo e di possibilità.

Infatti ciò che ad una prima osservazione viene letto come uno scenario drammatico e irrisolvibile, può essere, in seconda istanza, ripensato come opportunità, come crocevia umano nel quale tutti sono chiamati, grazie ad una coscienza sollecitata e formata, a perseguire il Bene comune e la Giustizia, non più fini irrealizzabili, ma traguardi possibili e percorribili.

Quest’anno le associazioni solidali e di volontariato cittadine, un centinaio, hanno aderito più numerose, offrendo ai visitatori e ai giovani un percorso articolato di riflessione e coinvolgimento.

Solo alcuni dei molti percorsi offerti nelle varie aule del palazzo di giustizia. Da quello Agesci, in cui si racconta nella normalità del quotidiano come il cittadino si trovi a fare i conti con lo spirito di legalità e cittadinanza, dal biglietto dell’autobus alla pratica da sbrigare presso un ufficio.

Nell’aula Famiglia, le tante realtà associative, attraverso un gioco, provocano le risposte sugli ingredienti che fanno di una famiglia, una famiglia buona. L’Aula Antimafia e legalità, formata da RNT, Masci, Amnesty International, Arci e Osservatorio sulla ‘Ndrangheta, propongono un filmato nel quale si “nascondono” delle parole chiave, come omertà, indifferenza, gioco d’azzardo, schiavitù, che i giovani sono chiamati a far emergere.

L’Aula ANM, vede i magistrati impegnati come docenti che forniscono un quadro più chiaro di come e perché si amministra la giustizia. Nell’Aula Minori si offrono opportunità di riflessione sul fenomeno del “bullismo” e le possibilità di porvi rimedio.

Gli spaccati della nostra realtà cittadina sono davvero tanti, tutti, in vario modo, hanno destato interesse. In particolare, nell’Aula dedicata ai Migranti, il video con le immagini degli sbarchi ha parlato da solo: piedi nudi, volti impauriti, mani che tendono bottigliette d’acqua, i giochi dei bambini con i ragazzi scuots….

E’ anche questo, per fortuna, la nostra città! Alcuni dei protagonisti sono presenti, padre Bruno Mioli scalabriniano, che nel film battezza un bimbo appena nato. Hassan, presente con la famiglia, che al porto fa da interprete. Zora, laureata nel suo paese, racconta gli anni vissuti qui, la sua capacità di adattarsi a svolgere lavori umili per dare un futuro diverso ai i suoi due figli. Nicola Santostefano, avvocato-scout, che spiega le difficoltà di fronte ad un’emergenza così drammatica, nel porsi in relazione con tanto dolore. Sono proprio i bambini accolti dai barconi, è la sua testimonianza, a fornire l’insegnamento, “sono loro che ci insegnano ad essere felici nella sofferenza”.