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CALABRIA. Lingotti d’oro. Ma non è tutto lavoro quel che luccica

CALABRIA. Lingotti d’oro. Ma non è tutto lavoro quel che luccica

oro   di DONATO MORELLI -

Da una limousine bianca, con la scritta nera e dorata, scendono alcuni uomini vestiti eleganti, giacca e cravatta. L’evento, in un palazzo istituzionale a Reggio, prevede la formazione alla filosofia e al business della società specializzata nell’acquisto e nella vendita di lingotti d’oro, offre una piattaforma informatica dove far crescere, di livello, i propri clienti e, di euro, gli investimenti individuali. Un fattore molto interessante del guadagno è che gli investimenti vengono effettuati in gruppo e organizzati su dei tavoli virtuali.

Il prezzo dell’oro viene stabilito però dalla borsa: è quello il miglior valore di mercato a cui comprare o vendere l’oro. Questo prezzo, essendo una variabile del tempo, può salire o diminuire ed è lì che si inseriscono i ricavi: compro ieri ad un prezzo, vendo domani ad un altro prezzo. Devo solo sperare che il prezzo a cui vendo sia maggiore di quello a cui ho comprato, in maniera tale da averci guadagnato.

Ovviamente, bisogna correre dei rischi in borsa, però gli uomini col vestito elegante garantiscono: non esistono rischi, con questo sistema ci si può solo guadagnare. Come funziona allora? Il guadagno non arriva dall’acquisto e poi dalla vendita?

Il meccanismo è questo: si inizia con 150 euro. Qualcuno li investe e compra tramite la società degli uomini eleganti un lingotto di 5 grammi (oro 24 carati). Si può scegliere di ritirare il proprio lingotto o lasciarlo nel caveau della banca in Svizzera. Se lo si lascia lì e si convincono altre due persone a fare un investimento simile, si riceve un bonus in euro sul proprio conto. Le regole del gioco dicono che i soldi si possono ritirare soltanto quando si riesce a convincere 8 persone, a fare questo investimento di 150 euro. La somma bonus finale sarà di 1.040 euro.

Registrandosi tramite il sito, si scopre che i costi di gestione per garantire questo servizio sono di 160 euro. Con un po’ di semplice matematica si scopre cosa davvero accade.

Il totale dei soldi investiti dagli amici che ho convinto è 150 euro per 8, ovvero 1.200 euro. Togliendo i costi di gestione, ovvero 160 euro, ottengo esattamente il bonus finale di 1.040 euro sul mio conto. Non esiste nessun guadagno diretto dal fatto che io abbia investito dei soldi su un lingotto d’oro (24 carati). Poteva essere anche un casco di banane, uno stendino o tessere sanitarie d’epoca. I soldi che tornano sul mio conto sono esattamente quelli che i miei amici hanno messo sulla piattaforma, ma dopo di me. Questo schema si ripete anche per altri “tavoli” (450 euro e altri valori di investimento), con guadagni elevatissimi che dipendono dal numero di persone coinvolte e dal singolo investimento.

Fisicamente io non lo vedo (perché tutto questo viene schermato dalla piattaforma) ma è come se fossi in uno schema piramidale, dove io ricevo i soldi da chi sta sotto di me (io sono il vertice). Quindi questo vuol dire che i miei soldi stanno andando a qualcuno che sta sopra di me (io faccio parte della base).

Questo meccanismo è noto dal 1920 e porta il nome di schema piramidale di Ponzi, chiamato così per ricordare Carlo Ponzi (truffatore italiano) che agli americani suggeriva investimenti miseri (circa 2 dollari), portando diverse persone a fare lo stesso. Tramite i “costi di gestione”, portò a casa qualcosa come 15 milioni di dollari.

Il meccanismo richiede necessariamente sempre una base in questa piramide, ovvero persone persone persone: l’importante è che nessuno si senta ultimo. Perché se l’ultimo capisce qualcosa, se ne va via e allora il penultimo diventa ultimo. E così via. Il sistema cade in pezzi e tutto crolla: chi ci guadagna veramente è chi ha “offerto” il servizio.

Per tutti questi motivi, lo schema piramidale è stato dichiarato reato in molti paesi e anche in Italia, dove è regolato dalla legge 173 del 2005 ed “è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno o con l'ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro”.

Ovviamente nessuno afferma che i lingotti non esistano. Certo che esistono. E anche i soldi. Certo che esistono. Certo che sono veri. Ma di chi sono quei soldi? E da dove vengono? Anzi, da chi?

Non sono il frutto di un trucco di magia: sono i soldi degli altri, semplicemente spostati nel conto che tu vedi. Per questo bisogna aspettare di ritirare solo dopo aver convinto 8 persone. Loro pagano il tuo guadagno e tu stai pagando (insieme ad altri ignari 7 “investitori”) il guadagno di uno che sta più in alto di te nella piramide.

Prendendo in prestito la definizione di lavoro da Wikipedia, concludo:

Il lavoro è un'attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche e intellettuali per raggiungere uno scopo prefissato e, in generale, per procurare beni essenziali per vivere o altri tipi di beni: non solo attraverso un valore monetario acquisito da terzi, quale compenso. Esso è un servizio utile che si rende alla società e per il quale si ottiene un compenso non sempre monetario.

Non è tutto lavoro quello che luccica.