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Valencia e Reggio: le città metropolitane verso l’Europa

Valencia e Reggio: le città metropolitane verso l’Europa

Reggio porto    di FRANCESCO RUSSO

- Reggio come Valencia, grandi città europee nel Mediterraneo.

Per incrementare le competenze nel settore dei trasporti, è stato organizzato un viaggio di istruzione per i partecipanti al Master in Ingegneria dei Trasporti, in corso presso l’Università di Reggio Calabria.

Obiettivo del viaggio, Valencia: perché con il suo porto costituisce il termine di paragone più importante per i container nel Mediterraneo, e perché è una città del Sud della Spagna. Due elementi che avvicinano Valencia alla città metropolitana di Reggio Calabria.

Valencia continua a scalare posizioni nella graduatoria delle città europee

Lo fa con il suo porto, lo fa con il suo sistema universitario, lo fa con i suoi parchi, lo fa con le sue architetture.

Valencia si proietta verso il futuro ma non ha ancora completato la sua immagine.

Commenti fatti con l’arch Panuccio, ricercatrice di urbanistica dell’Unirc, e con il prof Miralles, Direttore del Dipartimento di Pianificazione al Politecnico di Valencia.

La città ha tre elementi chiave: il porto vecchio, la zona urbana-ricreativa della spiaggia, il parco fluviale urbano.

Anche su questo è possibile ritrovare tracce di altre città del Mediterraneo, a partire da Reggio, che ha:

-         il porto da riscoprire, con tutto il borgo tra via spiaggia e l’Annunziata completamente da rigenerare;

-         la zona urbana del Lido cittadino, perno di un litorale che corre da Catona a Pellaro, anch’esso da rigenerare;

-         i parchi urbani da realizzare e collegare agli splendidi esemplari del Lungomare Falcomatà; si tratta di costruire un anello composto dal parco universitario che parte da Tre Mulini, si spinge ad architettura, ad ingegneria, ad agraria, e poi su Feo, fino alle propaggini dell’Aspromonte, confrontandosi con il parco di Pentimele; l’anello si va a congiungere con il parco del Calopinace.

Un ring di verde ininterrotto per una Reggio che si proietta in un parco di nuova generazione, dove il paesaggio, i percorsi, il verde agrario, si mescolino con la città più viva e convivano con le più moderne tecnologie energetiche e della telematica.

Valencia rincorre la stabilità. Lo sviluppo è avvenuto a strappi, a partire dall’American Cup. Alcuni progetti, appena assolta la loro funzione, hanno creato dei vuoti e gli spazi aspettano l'assegnazione di nuove proposte.

La forza odierna della città sta nella sua capacità di reinventarsi. Valencia, negli ultimi anni, ha scelto due basi forti su cui appoggiare il suo futuro, il porto e l’università, allentando la politica dei progetti spot. Interscambio continuo tra conoscenza e competenza: un binomio strategico.

I vertici dell’Autorità portuale di Valencia sono tutti laureati ad Ingegneria al Politecnico di Valencia: il Presidente, il General Manager, il direttore della pianificazione delle infrastrutture, il direttore dei servizi generali, il direttore della gestione operativa, il direttore dei servizi informativi. Questo solo rimanendo nel vertice dell’Autorità portuale. Questo vertice ha spinto il porto facendogli conquistare la prima posizione nel Mediterraneo.

Il sistema universitario di Valencia è composto da due università pubbliche. L’Università di Valencia è una delle più antiche d’Europa ed ha un taglio umanistico. Il Politecnico di Valencia, fondato nel 1969, è legato alla scienza ed alla tecnologia, ha puntato sull’eccellenza della propria ricerca e sull’internazionalizzazione degli studenti. I risultati sono evidenti già nella curva degli studenti Erasmus che continua a crescere ogni anno. Valencia è in tutte le graduatorie tra le prime 10 città europee dove svolgere l’Erasmus. Docenti e ricercatori vengono assunti sulla base dei loro indici nelle graduatorie internazionali.

Lo sfondo integratore è la rigenerazione della città per i cittadini. L’asse attrezzato del parco fluviale, che non appartiene più ai progetti spot. È un magnifico esempio di open space progettato per il tempo libero dei cittadini, degli abitanti di Valencia. Non è un evento attrattivo virtuale e momentaneo, un’estate di bagordi; è l'uso reale e quotidiano di una parte viva di city. Il Parco è un luogo di attrattività, integrazione sociale, condivisione, convivialità. È un caso reale che traduce le stra-usate parole della sostenibilità e qualità in spazio progettato. Spesso si progettano luoghi, palazzetti sportivi e poi ci si deve preoccupare di creare gli eventi per riempire gli spazi e spessissimo le aree rimangono vuote fino a diventare aree degradate.

La sistemazione di quest'asse ha dato un significato forte che vive di moto proprio. Ha generato sviluppo al contorno con ulteriori attrezzature sportive e non (palestre, campetti, attrezzature per la cura della persona, negozi commerciali per la nutrizione).

Quanto di questo per il futuro di Reggio metropolitana? Il porto, l’università, il lungomare Falcomatà e l’anello dei parchi 2.0.

I decisori pubblici delle istituzioni coinvolte hanno la responsabilità e a loro si chiede conoscenza e competenza, per dare un oggi e un domani a Reggio, collegandola all’Europa.

*Docente di Trasporti e Logistica, UniMediterranea.