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TRASPORTI. Calabria e Sicilia attente: l’Europa decide e va avanti

TRASPORTI. Calabria e Sicilia attente: l’Europa decide e va avanti

treni   di FRANCESCO RUSSO

- La Locride, il Crotonese rimarranno senza ferrovie europee, come il territorio di Ragusa, come Gela. Est della Calabria e Sicilia del Sud fuori chissà fino a quando.

Da Sibari a Reggio Calabria la vecchia statale 106. Da Gela a Capo d’Orlando, da Catania a Ragusa e a Gela, vecchie statali.

Gli aeroporti di Catania, Lamezia e Reggio di secondo livello.

Il Porto di Catania, quello di Corigliano e quello di Crotone nemmeno secondo livello.

Questo in sintesi per Sicilia e Calabria il piano europeo per le infrastrutture sino al 2050, di cui si discute a Riga dal 22 al 23 Giugno.

Lo scorso appuntamento è stato a Tallin dal 16 al 18 Ottobre del 2013, un mese dopo sono state approvate le reti europee di trasporto.

Nel programma dei lavori 2013, gli italiani che partecipavano ai dibattiti erano: Mario Dogliani, Ministry of Infrastructure and Transport, Italy; Lorenzo Forcieri, Port of La Spezia, CEO; Pasqualino Monti, Association of Italian Ports, President; Paolo Costa, Venice Port Authority, CEO; Emanuele Grimaldi, Grimaldi Group, CEO.

Da rilevare la presenza di Mauro Moretti, Ferrovie dello Stato (Italy).

Ai lavori del 2015 partecipano ufficialmente il ministro dei trasporti della Lettonia, e quello della Polonia; il sottosegretario della Francia, il ministro dell’Olanda ed il ministro della Finlandia, il sottosegretario della Germania, il sottosegretario della Danimarca.

E poi Nicolas Gohel, Senior Manager Transport, Ernst & Young. In Italia Ernst & Young sta supportando il Ministero dei Trasporti.

È prevista una sessione speciale per i corridoi commerciali ferroviari. Si richiama che il corridoio 3, che collega Calabria e Sicilia al Nord Europa è in corso di attivazione e sarà disponibile agli operatori ferroviari a fine 2015.

Nel programma dei lavori 2015, secondo il programma scaricabile on line, è presente: Emanuele Grimaldi, Managing Director, Grimaldi Group.

Secondo italiano, ed ultimo, tra i relatori, l’Assessore alla mobilità della provincia di Bolzano, Florian Mussner.

Tra i relatori sono presenti i rappresentanti di porti europei, da Lisbona a Dunkerque, a Helsingborg: nessuno dall’Italia.

Le Regioni del Sud partecipano come spettatrici, dato che non sono protagoniste?

La modifica del titolo V della Costituzione ha dato alle Regioni il POTERE. Piaccia o no sono le Regioni corresponsabili insieme al Governo, particolarmente quelle a Statuto Speciale.

Violeta Bulc, Commissaria Europea ai Trasporti, ha invitato i Ministri, i Membri del Parlamento Europeo, e tutti quelli direttamente interessati, a Riga per discutere lo sviluppo della rete trans-europea dei trasporti, con un focus special sui Corridoi della Rete Core, cioè della Rete più importante, su come si stanno costruendo e su come si stanno finanziando.

La domanda è: quando il Sud?

Vorremmo che i Presidenti difendessero le loro Regioni. Le infrastrutture non possono attendere, il tempo scorre, presto le reti verranno aggiornate.

Si sente di tutto e di più, si legge di tutto e di più relativamente a valanghe di risorse per il Sud.

Intanto non è ancora chiaro quando e come verrà ripristinato il viadotto Italia, quando ci sarà il treno da 4 ore Roma – Reggio, quando i treni con auto al seguito.

Bisogna subito presentare i Progetti per le opere inserite nel Piano già approvato, e gli Studi di Fattibilità per quelle non inserite ma che le Regioni del Sud ritengono necessarie. I Presidenti e gli Assessori quali ritengono centrali? Quali di secondo livello? Non con le parole, ma con gli Studi di fattibilità pubblici, presentati ai cittadini e all’UE. Il Governo quali progetti ferroviari ha presentato? L’aeroporto di Catania, quello di Lamezia saranno sempre di secondo livello? E quello di Reggio?

Se il porto di Milazzo è nella rete europea, perché non ci sono Corigliano e Crotone?

Confindustria e Sindacati seguano il lavoro della Regione.

Deputati e Senatori controllino ANAS e FS-RFI, chiedano conto al Governo Nazionale.

La Deputazione Europea segua il Piano TEN T, ma sia messa in grado di supportare le richieste non con parole ma con analisi quantitative rigorose.

*Docente di Trasporti e Logistica, UniRc.