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Padre Fedele: un martirio lungo 10 anni e sullo sfondo una ridda di interessi inconfessabili

Padre Fedele: un martirio lungo 10 anni e sullo sfondo una ridda di interessi inconfessabili

padre-fedele   di PARIDE LEPORACE

- Padre Fedele assolto dall'accusa di aver stuprato una suora. In un ciclo di tempo da saga alla Dumas il frate ultrà, molto clericalmente e politicamente scorretto, si sta trasformando sempre più' da carnefice senza scrupoli in vittima sacrificale.

Da piccoli nei vicoli di Cosenza quando qualcosa si raddrizzava rispetto ad un torto subito, fosse un gol annullato o una punizione ingiusta, si era soliti affermare: "A Madonna s’è vista". Ovvero la verità' ha trionfato, giustizia è fatta finalmente, non siamo più costretti a sederci dalla parte del torto.

È quello che pensiamo in molti in queste ore dopo aver vissuto il dramma di una persona sempre tesa a fare del bene, non proprio uno stinco di Santo nelle vicende terrene, ma per molti incapace di trasformarsi in un satanasso dei conventi. A Madonna s'è vista ieri nella Corte d'Appello che ha rovesciato tutti i verdetti di condanna che avevano trasformato padre Fedele da Laurignano, frate missionario, in un Rasputin violento e rapace.

Voglio avvertire i lettori che non conoscono la mia firma: padre Fedele è stato per me una sorta di padre putativo. Siamo andati in terre lontane d'Africa a portare aiuto (ma io aiutavo molto la mia coscienza), siamo riusciti a far stare assieme molti ultrà dopo la notte dell'Heysel, abbiamo organizzato il tifo dei lupi del Cosenza, abbiamo aperto una mensa per i poveri, e abbiamo condiviso gioie e dolori.

In questa kafkiana vicenda, che meriterebbe le chiose del miglior Sciascia, mai mi sono allontanato come giornalista dai gravi fatti che hanno interessato la città di Cosenza che ha visto lo smantellamento di un'opera gigante di volontariato finita in mano altrui con grave nocumento personale per un monaco allontanato dalla Chiesa, ma mai da gran parte dell'opinione pubblica.

Cercherò di evidenziare alcune questioni che hanno portato al ribaltamento di precedenti sentenze in una classica vicenda di malagiustizia italiana dove spesso la destra non guarda cosa fa la sinistra.

1) La grande accusatrice è una suora difesa e tutelata dalle sue consorelle senza alcuna incertezza. In circa un decennio gli avvocati di padre Fedele hanno raccolto numerosi elementi che hanno indotto prima la Suprema Cassazione a cassare le precedenti condanne e a fare il nuovo processo d'Appello con piena sentenza di assoluzione. In un voluminoso e certosino dossier di 289 pagine gli avvocati alla Perry Mason hanno ricostruito come in ben tre episodi la suora accusatrice abbia denunciato stupri e violenze ricevute dalle più' svariate persone (vicini di casa, persone di passaggio) senza essere mai creduta dai magistrati giudicanti che hanno archiviato ogni presunto reato. Possibile che nessuno abbia mai avuto un ragionevole dubbio nei confronti di una persona vittima probabilmente di qualche turbamento e che ha mostrato più volte di non essere padrona attendibile dei propri ricordi?

2) All'epoca dei fatti avevo ruolo di responsabilità nei giornali locali. Ricordo con precisione il dossieraggio ossessivo e calunnioso di certi potentati locali che tenevano nel bersaglio padre Fedele per le sue manifeste simpatie verso il mondo di Giacomo Mancini. Erano questi in stretta combutta con dirigenti della questura che mal sopportavano padre Bisceglie per la politica aperta di accoglienza dei migranti. Erano gli stessi che avversavano il vescovo Agostino per la sua benevolenza verso i ragazzi perseguitati nell'operazione No global, altro perlage nazionale di malagiustizia finito in una bolla di sapone.

3) Padre Fedele prima di questi fatti annunciò di voler rilevare l'istituto Papa Giovanni di Serra Aiello finito male per le ruberie della malapolitica. I nuovi predoni si preoccuparono. In quel periodo le più alte gerarchie romane intrapresero azioni molto dirette e chirurgiche ai danni di istituzioni francescane di solidarietà. Cambiarono gestione grandi strutture nazionali. Spesso affidati agli stessi amministratori. Anche l'Oasi francescana fu levata ai cappuccini e passata ad altra destinazione. Io come il celebre adagio di Pasolini non ho le prove. Non ho la presunzione di sapere. Ma ho il fondato e legittimo sospetto che ci sia stata una manona che a discapito della buona fede di suore e femministe solidali abbia fatto pendere la bilancia della Giustizia dalla parte sbagliata.

4) Da giornalista non posso tacere dei coltelli di carta e dei pixel carogneschi che hanno distrutto l'immagine pubblica di padre Fedele. Dal Corriere della Sera che non lesinò di pubblicare paginate dense di particolari privati completamente estranei all'indagine, all'accanimento di "Striscia la notizia" che raccattava qualunque video della vita precedente del monaco cosentino, fino ad arrivare ai rotocalchi. E’ stata l'ennesima riproposizione del caso Tortora, del 7 aprile, e di tutti quei fatti che fanno dell'Italia un paese senza giustizia e con troppi media chinati supini sulle tesi dell'accusa per motivi di bottega, audience e di spettacolo.

C'è molto da capire e da spiegare nella vicenda di Padre Fedele e del suo aiutante assolto anche lui per la suora ma condannato per un'altra vicenda.

Padre Fedele da buon francescano ha subito perdonato la sua accusatrice. Alla chiesa degli intrighi e ai palazzi del potere il perdono cristiano è bene che non lo conceda. Verità e giustizia auspichiamo che trionfino in questo caso Dreyfus ai tempi dei social network.