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Tripodi Naccari Fedele De Gaetano: in Calabria i trasporti portano sfiga

Tripodi Naccari Fedele De Gaetano: in Calabria i trasporti portano sfiga

LA SFIGA    di ANTONIO CALABRO'

- Cos’hanno in comune Tripodi, Naccari, Fedele e De Gaetano? Nulla, tranne che sono stati tutti e quattro assessore ai trasporti della Calabria. E cos’altro? Arcinulla tranne che tutti i quattro hanno avuto problemi con la giustizia. Ormai è assodato: l’Assessorato ai trasporti della Regione Calabria porta jella. I fatti sono fatti: gli ultimi quattro che l’hanno occupato (appunto: Tripodi, Naccari, Fedele, De Gaetano) hanno avuto dei guai con la legge, nulla di definitivo è vero, ma i disturbi sono disturbi e la preoccupazione non fa mai del bene alla salute.

Purtroppo noi uomini, intrappolati nel materialismo delle teorie scientifiche, non diamo peso alla vecchia tradizione del malocchio: eppure in certi casi è necessario ricredersi, fare un passo indietro, accettare la realtà dei fatti: e questi indicano un grado di pericolosità, per chi occupa questo specifico assessorato, molto elevato. Non può essere un caso: forse una macumba di qualche stregone Aspromontano (fate caso: tutti e quattro del reggino), o un rito voodoo o più semplicemente, per dirla alla calabrese, una botta di “Piccio”.

Il risultato è che il posto di assessorato ai trasporti è diventato rovente. Pare che tra i politici locali il solo nominarlo provochi gesti apotropaici, e che sia stata segretamente contattata una Magara con tanto di olio e acqua e piattino, per un rito scaccia sfortuna.

Tutta colpa di questo incantesimo se i trasporti in Calabria non riescono a diventare strategici e fondamentali. Se le concessioni di trasporto in questa regione sono 33, di fronte alle 5 della Lombardia che è lievemente più affollata. Se si costruiscono stazioni inutili e senza viaggiatori per gran parte dell’anno. Se si continuano ad accumulare debiti con Trenitalia salvo poi lamentarsi per il taglio dei treni. Se strade e autostrade sono vintage, degne da ex colonia italiana. Se i piloni dell’autostrada crollano come la ricotta per creare difficoltà ai trasporti e chiacchiere contro l’assessore di riferimento. La politica non c’entra niente, se ne facciano una ragione gli analisti. E’ il malocchio, il malocchio, questo dannato sortilegio che colpisce indifferente colpevoli e innocenti, onesti e furfanti, galantuomini e ribaldi.

Il prossimo assessore ai trasporti della regione Calabria è avvertito; ci pensi bene prima di farsi intrappolare nell’incarico. E’ del tutto ovvio che sono stati i suoi nemici politici a brigare per farglielo assegnare e toglierselo dai piedi. Con le forze oscure della magia non si scherza, e neanche con il complesso mondo del potere calabrese, dove ai soliti problemi adesso si è aggiunta questa grave piaga della iettatura.