Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. S O S, l’Anas chiude la città per 10 anni

REGGIO. S O S, l’Anas chiude la città per 10 anni

sa-rc   di ALDO VARANO

- L’Anas ha deliberato la messa in sicurezza del tratto autostradale (?) Campo Calabro - Reggio. Un comunicato ufficiale minaccia: “L’importo complessivo del progetto ammonta ad oltre 58 milioni di euro e il tempo di esecuzione è stimato in circa 2 anni”.

In un posto normale sarebbe stato tutto grasso che cola e festeggiamenti.

Ma la Calabria non è un posto normale. Soprattutto non è normale l’Anas che per un restyling (molto modesto) della SA-RC c’ha fatto ridere dietro da mezzo mondo trasformandoci in icona di degrado, ruberie, inconcludenza per un ventennio (o giù di lì). La Calabria è oggi più debole anche grazie all’Anas che ci ha imprigionati isolandoci dal resto del mondo ed ha contribuito a far diventare questa regione una delle più disastrate, forse la più disastrata, del Belpaese. Ecco perché sembrano fuori luogo gli evviva scattati sul rifacimento della Campo Calabro/Reggio.

Fossi il sindaco di Reggio mi preoccuperei. La città rischia di essere rinchiusa per almeno un decennio. Nessuno può credere veramente che sarà rispettato “il tempo di esecuzione stimato” di “circa due anni”.

In Calabria l’Anas non ha mai mantenuto gl’impegni.

Da quattro mesi è bloccato il viadotto Italia. Restano misteriosi i motivi crollo e gettano una luce fosca sull’intera Sa-RC che è apparsa di ricotta anche a Gallico, dov’è stata riparata in tempi insopportabilmente lunghi tra file sterminate di auto. Per non dire del più generale rifacimento dell’A3 per fare non la doppia corsia ma soltanto quella d’emergenza (non sempre e saltando i punti difficili) e per addrizzare qualche curva riducendo i pericoli.

La Sa-Rc è in realtà la più grande incompiuta della storia del Mezzogiorno.

Ci sono ancora tratti non soltanto non finanziati ma neanche progettati. Eppure l’A3 era l’unica strada (sia pure raffazzonata) per raggiungere la Calabria essendo la 106, anche quella Anas, non una strada ma un lunga e lugubre striscia cimiteriale dove più che passarci per andare da qualche parte spesso ci si ferma e basta.

Ecco perché mi precipiterei con tutto il Consiglio comunale a Roma convocando parlamentari, consiglieri regionali i sindaci di tutti i partiti. Bisogna braccare l’Anas. E’ vero, non c’è più Ciucci ed è già una buona notizia. Ma non possiamo fidarci. Siamo stati vittime di troppe fregature.

L’Anas deve consegnarci tutti i dettagli dell’operazione. Per esempio: sono stati fatti gli studi sulla cantierizzazione? Cioè su cosa accadrà quando si apriranno i cantieri? Quali luoghi saranno invasi, quali strade verranno interrotte? Quali strategie e quali alternative concrete sono state già definite per non far pagare ai cittadini un altro incubo ventennale? E se non s’è fatto tutto questo come e chi ha tirato fuori la valutazione di circa due anni per i lavori? E “circa” che significa? A cantieri aperti quali saranno le possibilità dei reggini di arrivare e partire dalla Calabria e dalla loro città verso il resto del mondo?

Altro esempio: al momento l’autostrada (?) è collegata direttamente col porto di Reggio. Un vantaggio rilevantissimo per chi lo sceglie, soprattutto alla vigilia del via della nuova portualità, estesa a Messina, con un azzardo di per se già penalizzante per Reggio. Spezzare il collegamento per due (?) anni significa o chiudere il porto (perché non ci verrebbe più nessuno) o creare un percorso alternativo per i mezzi pesanti tale da eliminare le difficoltà per gli utenti e gli aggravi per i cittadini. Ci sono studi e proposte per risolvere il problema?

Reggio non sopporterebbe un altro colpo così micidiale. Bisogna intervenire subito. L’Anas consegni copia dei progetti elaborati perché vengano controllati da tecnici di fiducia scelti dalla Regione e dal Comune di Reggio. Insomma, si prendano le misure per non farci fregare un’altra volta dalle ditte, scelte dall’Anas, che lavorano quando e se possono, e magari si fanno proteggere i cantieri dalla mafia, che solitamente contattano ancor prima di mettere piede dalle nostre parti (lo so, è storia vecchia. Ma noi ricordiamogliela).