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REGGIO. Lettera a Falcomatà. Ecco il mio sogno d’una notte di mezza estate

REGGIO. Lettera a Falcomatà. Ecco il mio sogno d’una notte di mezza estate

arena lido      di FEDERICO STRANO

- Lettera aperta al sindaco Falcomatà

Ho sognato stanotte di trovarmi all’Arena Lido, miracolosamente riaperta dopo decenni; il film che proiettavano era Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu, un capolavoro recentemente restaurato dalla benemerita Cineteca di Bologna. Il cielo stellato sopra di me, la brezza leggera che mi accarezzava le braccia e l’odore del mare rendevano magica la serata. Poi, con il risveglio, il disincanto….

Signor Sindaco,il mio sogno è il sogno di migliaia di persone che come me amano il cinema e non riescono a capire per quali recondite ragioni i lavori di ristrutturazione della gloriosa Arena siano fermi da troppi anni; vorrebbero sapere se alla ripresa dei lavori ostino solo difficoltà finanziarie o di altra natura. Quali ostacoli insormontabili si frappongono al completamento dell’opera?

Sì, lo sappiamo, c’è l’emergenza idrica, lo stato pietoso delle strade, la raccolta differenziata dei rifiuti, le altre opere incompiute, adesso pure la Reggina calcio e l’Istituto San Vincenzo. Per carità, tutti problemi serissimi che devono essere affrontati con priorità e che sicuramente non le danno tregua ma trovi un’ora di tempo, si faccia accompagnare all’Arena Lido e si renderà conto dello sfacelo, un’autentica discarica, rifugio di gatti e cani randagi, ma anche all’occorrenza latrina. Un disastro.

Ora, che la cultura non sia in cima ai pensieri dei professionisti della politica (Oliverio docet )non stupisce, ma che il figlio di Italo Falcomatà non dia impulso ad opere che stanno a cuore a tanta parte della cittadinanza non lo si può credere.

Si mettano da parte o in coda progetti faraonici quali il waterfront dell’irachena Zaha Hadid (ma ha mai messo piede a Reggio questa celebre architetta?) e si porti a compimento una piccola opera ma così cara ai reggini che ricordano la città bella e gentile che fu. Non si tratta di essere nostalgici o laudatores temporis acti ma di prendere semplicemente atto che un tempo a Reggio c’erano almeno tre arene estive e oggi nemmeno una. Per qualche anno si è ovviato con proiezioni all’Arena dello Stretto, vento permettendo, o a piazza Castello poi niente più e meno male che all’Arena Alberto Neri di Catona da qualche anno si organizza una rassegna estiva di cinema.

E allora, caro sindaco, forza e coraggio, il popolo dei cinefili si aspetta un atto di coraggio, uno scatto di orgoglio che vada ostinatamente e decisamente in direzione contraria al sentire comune verso i valori della cultura (lei, a differenza di Oliverio, ha nominato un’assessora alla cultura, onore al merito). Ci stupisca, dunque, richiami i tecnici, pungoli i burocrati, ignori, se può, le prescrizioni a volte insensate delle varie Sovrintendenze e all’inizio della prossima estate inauguri la rinnovata Arena Lido.

P.S. (ma non meno importante)

A pochi metri dall’Arena sfocia il torrente Caserta e quelle che riversa in mare non sono chiare fresche e dolci acque ma melmosi e fetidi fiotti fognari che la corrente trasporta frequentemente proprio davanti al Lido Comunale impedendo la balneazione. Altra fogna finisce in mare dalla parte opposta trasportata dal torrente Calamizzi. Questo succede ogni anno e ogni anno la soluzione del problema viene rinviata a quello successivo.

Nelle settimane scorse abbiamo fatto una pessima figura con decine di giovani giunti a Reggio da varie Nazioni per partecipare al campionato mondiale di windsurf. A proposito di Lido, si superino le insensate obiezioni della Sovrintendenza e si demolisca senza indugio l’orribile costruzione che non ha nulla di pregevole.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro

Federico Strano