Direttore: Aldo Varano    

A CROTONE IL KILLER CHE UCCIDE OGNI 15 GIORNI, LA 106

A CROTONE IL KILLER CHE UCCIDE OGNI 15 GIORNI, LA 106

la strage

   Morti ammazzati. Tutti e quattro. Vi racconteranno la dinamica dell’incidente. Vi diranno che i morti all’inizio erano “soltanto” tre e poi se n’è aggiunto un altro. Ci vuole pazienza. Saranno fatte ipotesi per capire meglio cos’è successo. Ma la ragione vera per cui sono morti Simona Maria Caterina e Giuseppe è che la 106 è il killer più pericoloso e sanguinario che c’è in Calabria. Dall’inizio dell’anno, ricorda Basta Vittime sulla Stradale 106, ha ammazzato ogni 15 giorni. Nessun serial-killer riesce a tenere così brillantemente un ritmo di morte con in più, ogni volta che può, una bella strage come quella che s’è consumata lunedì pomeriggio sulla 106 che attraversa il comune di Crotone.

Lo Stato non fa nulla contro un pericolosissimo assassino che si sa, lo Stato sa esattamente, ucciderà ancora e presto. Le istituzioni e gli enti locali fanno come con l’antimafia: ogni tanto un documento indignato e via col tango in attesa di altri morti e altro sangue. Non fa niente, neanche a dirlo, l’Anas che non ha neanche l’obbligo di raccogliere e contare i morti (come la Croce rossa in guerra) un incarico che s’è assunto pietosamente l’Associazione Basta vittime sulla 106, anche lei costretta all’impotenza rispetto allo sgranarsi del rosario di lutti sempre più atroci e, rispetto alla soluzione del problema, sempre più inutili.

Tutti sappiamo che quella strada, ingorda com'è, ucciderà ancora. E tutti sappiamo che mai nessuno ha fatto il conto delle sofferenze per ferimenti, invalidità, giovinezze spezzate o costrette per tutta la vita sulla sedia a rotelle. E non parliamo del danno economico. Alla voce risulta "non quantificabile".

Quanto durerà?

Certo, bisogna stare più attenti quando si viaggia sulla 106. Bisogna che nessuno dimentichi che quando arriva su quella strada si è ficcato in un percorso ad altissima mortalità rispetto al rischio normale. E’ una sfida che ha per posta la vita. Ma se si muore così tanto rispetto a tutte le altre strade d’Italia è perché quella è una strada-killer che uccide: tutte le cautele del mondo dei migliori piloti dell’universo non potrebbero impedirlo. La 106 uccide: chi la percorre non può ridurre tendenzialmente a zero il rischio con l’abilità e la prudenza. La 106 uccide a prescindere. E’ questa la sua macabra marcia in più rispetto alle altre strade.

C’è una responsabilità di tutti: di chi tiene quella strada com’è, di chi non si ribella per una strada così di merda. Nessuno lascerebbe aperto un ospedale senza far nulla dove ogni 15 giorni muore un utente sano. L’Anas, sì. Per la 106 il massimo dell’opposizione si consuma nella speranza che non capiti a te. E in Calabria abbiamo una abitudine antica alla rassegnazione: è la nostra seconda pelle.

E' questo il peggio (con poche eccezioni organizzate come quelola meritoria di Basta vittima sulla 106) rispetto al massacro. La rassegnazione che ogni volta trionfa quando asciugate le lacrime tornano il silenzio e l’attesa. Di altri morti e feriti. Che ci saranno. (alva)