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CON IL SUD. Un bando della Fondazione per la ricerca nel Mezzogiorno (scade il 7/10)

CON IL SUD. Un bando della Fondazione per la ricerca nel Mezzogiorno (scade il 7/10)

con il sud   di EMANUELA MARTINO

- Archiviati gli esami di stato è tempo di pensare all’università. Qualcuno ha già fatto la propria scelta, altri sono in via di definizione. Di certo è che la classifica del Sole 24 ore ha gettato ombre sul sistema accademico italiano, soprattutto alle nostre latitudini.

E’ indubbio che la graduatoria sia stilata su parametri che solo in parte rendono il valore della didattica degli atenei del Mezzogiorno, a fronte di risultati importanti sul piano della ricerca.

Ma se le classifiche non aiutano, di certo è poi l’impegno, l’autodeterminazione, la voglia di sapere e di conoscenza a fare il resto, anche se non si frequentano atenei blasonati.  

Così come parlare di ricerca, in Italia e al Sud, comporta affrontare un tema caldo, esposto alle polemiche, talvolta alle trame della politica.

Il dibattito, quello costruttivo, certamente aiuta, così come qualche informazione nel settore può aiutare ad allargare gli orizzonti e le prospettive, anche dopo gli studi accademici.

Come la pubblicazione del bando “Brains2South” promosso dalla Fondazione “Con il Sud”, e destinato a chi intenda fare ricerca post universitaria.

Un ente no profit, nato dall’alleanza tra enti di origine bancari, il mondo del terzo settore e il volontariato per promuovere e favorire percorsi di coesione sociale per lo sviluppo nel Mezzogiorno. L’istituto sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni, per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità.

Brain2South rientra tra queste attività, finanziando per 3.5 milioni di euro, le ricerche applicate di giovani universitari, nel campo scientifico e tecnologico, purché spendibili nelle regioni della Basilicata, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Occhi puntati sull’energia sostenibile, le nanotecnologie, l’Ict, l’agroalimentare, il biomedico e farmaceutico e per la conservazione dei beni architettonici e culturali.

Il bando, in scadenza il prossimo 7 ottobre, darà la possibilità ai ricercatori di indicare la host institution, ovvero la sede ospitante in cui lavorare e perfezionare gli studi. Per contro la host dovrà fornire ai ricercatori quanto necessario per l’adeguato svolgimento del progetto.

Dunque, mentre nel panorama nazionale gli atenei del Sud restano ai margini delle valutazioni, con Brain2South, non solo si consentirà “ai cervelli” di rimanere in Italia, ma soprattutto di spendere la propria professionalità nel Mezzogiorno, in parte in regioni obiettivo competitività e convergenza.

Sarà naturalmente “Con il Sud” a valutare le proposte e assicurare il finanziamento, con criteri chiari e basati sulla qualità dei progetti e lo spessore scientifico delle strutture ospitanti.