Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. Il Museo della Ndrangheta e il Teorema Mezzogiorno

L’ANALISI. Il Museo della Ndrangheta e il Teorema Mezzogiorno

joan mirò 1924-1925  di MASSIMO ACQUARO

- Troppo facile dire: l’avevamo detto. L’indagine sul Museo della ndrangheta e sui soldi finiti nel circo equestre che ha animato per qualche anno la vita cittadina con costosissimi convegni, costosissime pubblicazioni, impressionati campagne pubblicitarie per le toghe “venute da lontano” era attesa da tempo. Rumors su intercettazioni, atti acquisiti e controlli si rincorrevano da mesi.

Ancora solo due anni fa, con grande tripudio nell’antimafia da bere, veniva annunciata da La Camera, oggi indagato, la nascita di "Nessun Dorma" «una stazione multimediale che da Reggio amplificherà storie e dibattiti sulle mafie per farle uscire dai confini» per fornire un’«informazione libera da condizionamenti, valida alternativa ad un sistema corrotto, strumento di conoscenza e di contrasto alla 'ndrangheta, cittadinanza attiva, voce di un territorio che cerca un cambiamento». A proposito quello «corrotto», secondo La Camera, era il sistema dell’informazione calabrese.

Sarebbe curioso sapere chi l’ha pagata e, soprattutto, chi l’ha mai ascoltata e non sembri ingiusto il sospetto che a dormire, o anche solo a far finta di dormire, in città siano stati in tanti, tutti abbagliati dall’idea di giocare nella serie A dell’antimafia nazionale.

Qualcuno ce l’ha fatta, altri no. Ma intanto la stampa nazionale ha smontato, ormai da un paio d’anni, baracca e burattini ed un pezzo sulla ndrangheta in Calabria non lo trovi sui principali media nazionali ed internazionali neppure a pagarlo a peso d’oro.

Nel frattempo Claudio La Camera, giunto in città da Palermo durante l’epopea dell’antimafia di palazzo, dirige un progetto delle Nazioni unite sulla confisca dei patrimoni di mafia, come ha scritto qualche tempo or sono un importante settimanale nazionale.

Non è il primo caso di indagini sull’antimafia d’apparato e non sarà l’ultimo. La politica, al Sud come al Nord, ha ampiamente finanziato le associazioni di questo genere, concedendo loro soldi, beni confiscati, legittimazione. Se tutto ciò - come scrive lei caro Direttore e come ormai sostengono da tempo anche attenti e liberi osservatori - sia stata una parte importante del Teorema Mezzogiorno, ossia del progetto politico di drenare le ricchezze in direzione del Centro-nord per lasciare alle regioni del Sud l’improbo (quanto inutile) compito di crescere dopo avere sconfitto le mafie, lo vedremo molto molto presto.

Per il 7 agosto Renzi ha convocato una direzione straordinaria del PD per discutere di Mezzogiorno dopo il rapporto Smivez e dopo l’appello di Saviano (sul quale servirà pur discutere visto che viene da uno dei principali protagonisti del TM). Vedremo quali idee tirerà fuori per uscire dal pantano meridionale e vedremo se il tema della legalità verrà ancora adoperato per dire: avrete i soldi, ma solo se battete le cosche.