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I sentieri del Parco dell’Aspromonte per riscoprire il piacere della montagna calabrese

I sentieri del Parco dell’Aspromonte per riscoprire il piacere della montagna calabrese

Bova Gallicianò   di EMANUELA MARTINO -

Aria di autunno alle porte? Il calendario dice di sì. Ma alle nostre latitudini non è certo rara una coda d'estate ancora calda che può far vivere ancora giornate all'aria aperta.

E se siete stanchi del solito mare, o siete appassionati di montagna, una soluzione per voi la mette sul piatto l'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte.

L'idea, per altro già sperimentata, è quella di ripercorrere i sentieri e i luoghi che ricadono nell'area protetta, valorizzati e resi fruibili da chi li conosce e li pratica quotidianamente.

Come? Semplicemente mettendo in pratica la Legge sulla Montagna del '97 che consente di affidare alle cooperative agricole e montane la manutenzione dei passi più suggestivi del territorio. Per visitatori o escursionisti esperti l'occasione è ghiotta per camminare nell'entroterra reggino tra la dozzina di sentieri che attraversano la riserva naturalistica del Parco.

"Staiti-Casalnuovo-Africo Antico-Casello Varì”, “Bova-Gallicianò”, “Bova-Delianuova”, “Stoccato-Contrada Palazzo”, “Dei Greci”, “Bova-Carrà-Canovai-Polsi”, i sentieri “Grancu-Mundo-Galasi” e “Serro Schiavo Montalto-Polsi-San Luca”, per citare i sentieri, la riserva integrata e l'area del casello San Salvatore di Bova.

Bova Carrà   Tutti ritornati in auge grazie al Piano di Sviluppo rurale Calabria, legato ai fondi 2007 - 2013 e grazie al Piano della rete dei Sentieri 2008 - 2013, per un totale di 1 milione di euro di finanziamento su 130 chilometri di "passeggiata".

«È un progetto che è partito da un doppio obiettivo» - dichiara il Presidente Bombino.

«Da un lato c'era la volontà di continuare sul percorso già avviato di potenziamento di un turismo basato sullo sviluppo sostenibile, favorendo la rivitalizzazione green dell'economia locale, dall'altro il desiderio di rendere attive le associazioni, le cooperative, i pastori che ogni giorni vivono il territorio e le preservano l'incolumità».

La cifra stanziata è ingente e «non potrà che contribuire a migliorare la fruizione del Parco da parte dei cittadini. Esiste una tipologia di turismo che guarda con interesse alla sentieristica e alla riscoperta delle tradizioni, anche produttive, locali, e ciò permetterà anche - ha aggiunto il Presidente - di orientare l'interesse occupazionale dei giovani verso l'economia sostenibile, le infrastrutture verdi, anche per consentire loro di rimanere nei territori in cui sono nati e vorrebbero restare».