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La Reggio dei ragazzi

La Reggio dei ragazzi

ragazzi   di CRISTINA LIOTTA -

Osservo la mia terra baciata dal sole e accarezzata dal mare e mi chiedo cosa si debba fare per permetterle di esprimere la sua potenziale bellezza.

Un modo certamente valido  per crescere e migliorare è confrontarsi e mettersi alla prova con l’ambiente che ci circonda, probabilmente questi sono dei comportamenti che i cittadini del nostro piccolo salottino sul mare non hanno mai considerato.

Sono una ragazza che viaggia molto e che ha avuto l’opportunità, e se vogliamo anche la fortuna, di potersi confrontare con ragazzi e ambienti differenti dal luogo in cui vive.

Quello che ho imparato dai miei viaggi è, che con un po’ di buona volontà e con l’assunzione di un atteggiamento positivo verso i cambiamenti, si possono raggiungere obiettivi importanti.

Per ricominciare, per riavviare quei percorsi positivi che hanno fatto della nostra terra la culla della cultura, il cuore della Magna Grecia, basterebbe aprire gli occhi e accompagnare un esame di coscienza ad analisi e progettualità.

Più assaporo la cultura e la storia di città europee o di altri continenti, più mi accorgo che è una vergogna sottovalutare una terra ricca di storia e cultura come la nostra Calabria.

Ho ammirato luoghi e panorami da favola, ma una veduta particolare quanto quello di Monte Scirocco a Gambarie dal quale è possibile ammirare lo Stretto di Messina e le Isole Eolie non penso che abbia eguali, il piacere di gustare le varie sfumature dei sapori della cucina calabrese ; il mix mare monti racchiuso in un fazzoletto di terra, con le diversità e le bellezze dello Ionio e del Tirreno.

Non ho mai visto una città che nelle sua semplicità e anche nei suoi problemi, racchiude il fascino ed i secoli di storia come la nostra Reggio.

La materia prima per fare della Calabria una meta turistica non a parole ma a fatti c’è, adesso tocca ai suoi cittadini attivarsi per sfruttare al meglio le risorse che la Calabria offre.

Ci sono molte idee che dovrebbero essere realizzate, si potrebbe, per esempio, realizzare un “Parco della storia e della cultura calabrese” attraverso la creazione di un piccolo villaggio interattivo nel quale i turisti, e non solo loro, riscoprono la storia degli abitanti di questa magnifica regione attraverso le loro tradizioni: laboratori per la costruzione di zampogne e tamburelli, scuole per riprendere un artigianato locale ormai scomparso, scuole di tarantella e balli tipici, degustazione di prodotti tipici, laboratori di restauro per recuperare i più importanti monumenti storici della Calabria.

Penso alla nascita, sui ruderi dello scempio sociale ed industriale di Saline , di una “Città del Mare” con un Porto turistico, un Parco acquatico, un Villaggio turistico a basso impatto ambientale con un parco botanico, campi da golf, centri congressuali.

Nel mondo che viviamo fatto di crisi e di tagli, di disperazione per la mancanza di lavoro e di prospettive, forse bisognerebbe sfruttare la cosiddetta crisi non come un ulteriore motivo per deprimersi e piangersi addosso ma come una opportunità.

La mia speranza e il mio invito ai cittadini non solo di Reggio, ma della Calabria è quello di fare in modo che tutti questi verbi al condizionale si trasformino al presente.