Direttore: Aldo Varano    

E' corretto pubblicare tutto senza un severo fact checking?

E' corretto pubblicare tutto senza un severo fact checking?

fact checking   di DOMENICO MARINO*

- Caro Direttore, approfitto delle considerazioni che seguono per suscitare l’eventuale apertura di un dibattito sul seguente tema: E’ corretto pubblicare tutte le dichiarazioni dei politici, senza sottoporli ad un severo fact checking?

Sono convinto che se i politici sapessero che le loro dichiarazioni vengono controllate in termini di correttezza, il numero dei comunicati che intasano gli organi di stampa sarebbe molto inferiore.

Ritengo, quindi che tutti gli operatori dell’informazione dovrebbero prevedere dei collaboratori che facciano il fact checking di mestiere e che commentino i comunicati stampa.

Il lettore ha diritto ad una informazione corretta e vera e la stampa non deve in nessun caso essere cassa di risonanza di affermazioni inesatte. Solo così il giornalista vero e la testata seria che fanno dell’informazione e della notizia la loro missione si distinguerà dal giornalista o dalla testata ancillare.

Spero che queste mie considerazioni stimolino dei commenti e allego, anche come esempio, un fact checking sulle dichiarazioni delle parlamentari del M5S riguardo i concorsi dell’Azienda Osepdaliera Bianchi Melacrino Morelli.

Fact checking sulle dichiarazioni delle parlamentari del M5S

Le deputate Dieni e Nesci hanno rilasciato negli ultimi giorni due dichiarazioni che non possono essere lasciate passare sotto silenzio e che necessitano di essere inquadrate all’interno di un corretto fact checking, una prassi molto diffusa nel mondo anglosassone che mira ad evitare che il politico di turno si senta libero di sparare tutte le sciocchezze, anche se il termine corretto sarebbe più scurrile, che gli passano in testa senza correre il rischio di essere sconfessato.

Analizziamo la prima dichiarazione del 11 Novembre 2015:

“Va modificato l’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di primario della cardiochirurgia di Reggio Calabria. È inammissibile la distribuzione dei punti assegnabili per il curriculum e il colloquio, rispettivamente 40 e 60, che privilegia la discrezionalità della commissione a discapito dell’effettiva professionalità dei candidati” Fonte: http://www.strill.it/citta/2015/11/cardiochirurgia-reggio-nesci-m5s-si-cambi-bando-per-primario-privilegia-personalismo/#sthash.8dbhIhtk.dpuf

La seconda dichiarazione del 22 dicembre 2015 invece dice:

«Il Movimento 5 stelle è garante della legalità e della buona sanità. Grazie alla nostra specifica interrogazione parlamentare dello scorso 11 novembre, con propria delibera il commissario straordinario dell'Ao di Reggio Calabria, Frank Benedetto, ha corretto 5 avvisi pubblici per primario, tra cui quello relativo alla direzione del reparto di cardiochirurgia». Lo dichiarano le deputate M5s Dalila Nesci e Federica Dieni, che aggiungono: «Avevamo formalmente contestato – spiegano le due parlamentari 5 stelle – la presenza di criteri oggettivamente clientelari, relativi alla distribuzione dei punteggi massimi. Prima del nostro intervento veniva data più importanza al colloquio e non ai curricula dei candidati alla direzione del reparto di cardiochirurgia e di altre quattro unità operative. Grazie alla nostra opposizione è stato corretto l'avviso pubblico per la direzione di Cardiochirurgia e di altre 4 unità operative, imponendo l'applicazione delle norme della legge Balduzzi, peraltro recepita nel marzo scorso, per gli incarichi in questione, con deliberazione di giunta regionale».
«In sostanza – concludono Nesci e Dieni – all'ospedale di Reggio Calabria i nuovi primari saranno scelti soprattutto sulla base del curriculum, piuttosto che del colloquio, che, come noto, lascia sempre ampia discrezionalità alla commissione esaminatrice. È una vittoria netta del Movimento 5 stelle, che nell'interesse dei cittadini controlla l'operato delle amministrazioni pubbliche riconducibili alla Regione Calabria, pur non avendo un solo consigliere regionale». Fonte: Corriere della Calabria 22 dicembre 2015

La prima constatazione guardando gli atti e che l’avviso è stato pubblicato sul sito dell’Azienda Ospedaliera il 7 novembre 2015 con scadenza 7 dicembre 2015, che non è mai stato modificato e che quindi è assolutamente falso che l’interrogazione del giorno 11 novembre ha causato la modifica dell’avviso che era già stato pubblicato. Inoltre, va evidenziato che il bando segue le norme di legge e le prassi comuni a tutti i bandi per Direttore di UOC, come si può facilmente evincere esaminando i bandi di tutti gli altri ospedali italiani per la medesima figura. Infine i criteri di 40 punti per il curriculum e 60 per il colloquio sono rimasti identici e invariati e sono stati criticati con l’interrogazione del giorno 11 novembre e lodati in quella del 22 dicembre.

Tutto ciò premesso deve essere vera una sola di due ipotesi.

  1. L’interrogazione del 11 novembre era completamente immotivata ed errata e, invece di chiedere scusa per avere sbagliato, si è preferito cercare di rivoltare la frittata con la dichiarazione del 22 dicembre confidando nella memoria corta dei lettori.
  2. Veniva erroneamente creduto che le due dichiarazioni si riferissero a due fatti diversi.

Quello che fa male nella vicenda è che si sia cercato di fare propaganda politica a partire da uno stereotipo che è quello che la sanità in Calabria non può fare mai cose buone e che, poi, quando l’errore è diventato palese, si è cercato di evitare una cattiva figura sostenendo la tesi esattamente contraria a quella precedentemente propugnata, inventandosi di sana pianta la circostanza che la prima dichiarazione avesse prodotto un cambiamento, mai verificatosi, nelle deliberazioni.

Non possiamo non ricordare come anche un altro autorevole onorevole del M5S per criticare l’amministrazione Falcomatà abbia pubblicato delle foto di Reggio Calabria invasa dai rifiuti datate però 2013, quando ancora governavano i commissari.

Se questi sono i controllori e se questo è il nuovo che avanza…

*Un. Mediterranea di Reggio Calabria